Virginia Perbellini è la seconda eliminata del live show di X Factor 2017. Il suo cavallo di battaglia, Rise Up, non ha convinto i giudici che hanno preferito salvare i Ros con il loro Svalutation, ma la 23enne veronese non si dà per vinta. L’uscita dal programma non è una battuta d’arresto, ma un ulteriore gradino da scalare per raggiungere la vetta e, nonostante tutto, la ragazza è fiera delle sue scelte.

Una volta spente le luci sulla X Factor Arena, abbiamo fatto due chiacchiere con Virginia che ci ha raccontato retroscena e programmi futuri.

 

Cosa ti rimane di X Factor?

X Factor è stata un’esperienza ricca di emozioni sia dal punto di vista musicale che umano. Per me la competizione è passata assolutamente in secondo piano, i rapporti che ho instaurato con gli altri ragazzi sono più importanti.

 

Con qualcuno in modo particolare?

Sì, con Lorenzo Licitra. È un ragazzo molto dolce, carino, premuroso. Quando avevo dei momenti ‘no’ cercava sempre di tirarmi su il morale, regalandomi cioccolata e caramelle. Sicuramente ci rivedremo, ma spero il più tardi possibile, perché gli auguro la finale.

 

Dunque è per lui che fai il tifo?

Sì, ma anche per i Maneskin. All’inizio con loro non andavo d’accordo, mi sembravano arroganti ed io, dal canto mio, non sono una persona molto espansiva, quindi sembrava non ci fosse feeling. Tuttavia, nel giro di due giorni abbiamo scoperto di avere tanto in comune. Damiano è rimasto molto male della mia eliminazione.

 

Parliamo ora di Levante. Cosa ti ha lasciato?

Il suo più importante insegnamento è stato quello di credere nella musica che faccio. Mi ha insegnato a tirar fuori il lato migliore di me, a seguire il mio personale percorso musicale. Levante mi ha sempre sostenuto e non ha mai smesso di darmi la carica.

 

Gli altri giudici, invece, non sono rimasti molto colpiti dalla tua esibizione. Pensi di non essere riuscita a dare il massimo?

Forse la mia personalità non è venuta fuori al cento per cento, anche per come ho affrontato l’esperienza. Potevo fare di più, ma so di essere cresciuta rispetto all'inizio di questa avventura. 

 

Col senno di poi, avresti scelto un diverso cavallo di battaglia per la sfida contro i Ros?

Assolutamente no. Rise Up è il mio cavallo di battaglia da molto tempo e ieri l’ho cantato con l’anima, senza pensare a vincere o perdere.

 

Ti rimproveri qualcosa?

Spesso sono troppo dura con me stessa e questo mi butta giù. Dovrei essere più positiva e lasciarmi andare, anche nelle esibizioni, perchè i giudici mi hanno 'accusato', a volte, di essere anonima. Questo, però, credo sia dovuto al fatto che rispetto agli altri io fossi una via di mezzo tra tecnica ed emotività.

 

Il momento più difficile?

La difficoltà più grande è stata non avere confronti con l’esterno e vivere con persone con abitudini diverse. Da un lato è positivo perché non vieni influenzato dai commenti o dalle critiche del pubblico, ma allo stesso tempo ti mancano molto le tue libertà.

 

Il ricordo più bello?

Entrare nel loft e iniziare a lavorare con Levante e i producers, che hanno creduto in me fino alla fine.

 

Progetti per il futuro?

Spero di realizzare dei brani miei, tirar fuori la Virginia che non è uscita nel programma. Penserò anche a se continuare o meno gli studi. L’ideale sarebbe conciliare le due cose, anche se il mio futuro lo vedo nel mondo della musica.