Il primo live show dell’undicesima edizione di XF (il più visto di sempre su Sky ) comincia svelando il nuovo spietato meccanismo a squadre che ha messo giudici e concorrenti in grande difficoltà. Il voto del pubblico ha mandato al ballottaggio la categoria di Fedez che dovendo scegliere tra i suoi under uomini ha deciso di salvare Samuel Storm. La puntata inizia facendo sentire tutta la tensione e l’adrenalina della gara in diretta. Manuel Agnelli, Fedez, Levante e in misura minore Mara Maionchi, non sono stati affatto morbidi nei loro giudizi, e nonostante Alessandro Cattelan abbia cercato di ricreare un’atmosfera meno agguerrita “ricordiamoci che non siamo all’ultimo live, ma solo al primo”, il clima non si è stemperato: la posta in gioco è altissima e ciascuno vuole mettersi al sicuro. L’ultima sfida ha visto protagonisti il ventenne romano Lorenzo Bonamano con Radioactive degli Imagine Dragons e il diciottenne Gabriele Esposito che passa il turno grazie al suo cavallo di battaglia Ain’t no sunshine di Bill Withers.

 

Il sogno di Lorenzo si infrange così sul palco dell’X Factor Arena, lo stesso che gli ha regalato “tante emozioni e molti insegnamenti”, come lui stesso ci ha raccontato nell’intervista. Vivere di musica resta il suo obiettivo principale, e non solo per dimostrare a suo padre che questa e non un’altra, è la sua strada, ma perché adesso ha maggiore consapevolezza di sé e del proprio talento. E se poi non dovesse raggiungere la vetta, va bene anche “continuare a scalare”.

 

Cosa ti resta di quest’avventura?
Tantissime emozioni, anche delle ansie, ma tutte positive. E’ stata una bellissima esperienza che mi porterò dentro per sempre.
Prima di lasciare il palco hai detto di aver ricevuto molti insegnamenti, quali?
Evitare che l’ansia prenda il sopravvento, fare le cose con più concentrazione, valorizzare le critiche, ascoltare. Anche nella convivenza (nel loft eravamo diciotto) ho imparato molto, è stata un’esperienza bellissima, capitava che qualcuno stesse un po’ più male di altri, allora bisognava cercare di capire e farsi scivolare le cose addosso per mantenere l’armonia. Oltre alla musica parlo di vita, di vissuto.
La tua prima esibizione non ha convinto i giudici: ti rimproveri qualcosa?
Io penso che come cantante non si possa arrivare a tutti, posso trasmettere o no qualcosa. Levante era la più titubante, anche se dopo nel backstage mi ha fatto i complimenti. Non ho rimpianti, quello che ho fatto l’ho fatto con il cuore. Anche le critiche per me sono importanti, se non sono stato preciso, la prossima volta cercherò di esserlo.
Qual è stato il momento più felice e quello più duro?
La cosa più triste è stata salutare tutti, ad un certo punto sono sbottato a piangere ma non per la gara, perché mi dispiaceva lasciare loro. E lasciare tutto quello che mi stava dando X Factor. I momenti più belli li ho passati con i miei compagni, con la musica, scherzando tra di noi, stando bene insieme.
Per chi fai il tifo?
Samuel e Gabriele perché so cosa possono fare, poi tifo per Rita Bellanza: la sento molto vicina artisticamente parlando e nell’approccio alle canzoni. Io e lei abbiamo avuto subito un’empatia reciproca, siamo molto sensibili e fragili ma fortissimi sotto altri punti di vista. C’è sempre stato un rapporto di confidenza e di confronto. Tifo anche per i Maneskin, mi sono piaciuti da subito, sono molto forti. 
Una parola sui giudici.
Ho scoperto il lato umano di tutti, quello che non si vede in tv, nonostante la competizione c’è affetto e comprensione. Manuel è molto dolce, Mara è fantastica, la nonna di tutti, molto autentica. Ho visto molto triste Fedez per come è andata, quasi quasi alla fine mi dispiaceva più per lui che per me. Levante trasmette tanto con lo sguardo. Sono tutte persone bellissime.
Cosa vedi nel tuo futuro?
Non sono un veggente, ma spero che non finisca qui e che vada bene. Poi se non dovesse essere così, alla fine voglio continuare per la mia strada. Vivere di musica non significa solo arrivare in alto fino alla vetta, va bene anche la scalata.