Forse non tutti sanno che, in termini di spazzatura marina, il nostro mare e le nostre incantevoli spiagge sono una delle zone più a rischio, e non è più un allarme, ma un dato di fatto. Circa il 10 per cento di tutta la plastica che produciamo finisce in mare e non possiamo continuare a ignorarne le conseguenze.

 

Il problema più preoccupante sono le cosiddette “microplastiche”, frammenti invisibili a occhio nudo che finiscono nelle nostre tavole, nei nostri piatti e conseguentemente nel nostro organismo. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature, la concentrazione di microplastica nel Mar Mediterraneo è superiore a quella del Pacifico.

 

Ogni anno una marea di plastica, più di otto milioni di tonnellate, finisce negli oceani, avvelenando la fauna e quello che arriva sulle nostre tavole. Gli scienziati non sanno quali saranno gli effetti sulla nostra salute.

 

Trenta sacchetti di plastica nello stomaco di una balena sono l’emblema di quanto stiamo avvelenando gli oceani. Il cetaceo morto nel Mare del Nord ha scatenato una notevole risposta pubblica di centinaia di volontari.

 

Per saperne di più, non perdere l’appuntamento che Sky Uno dedica al problema con due documentari: A plastic tide (una marea di plastica) e A plastic whale, in onda venerdì 6 ottobre rispettivamente alle 22.55 e alle 23.50.