La talent scout e produttrice discografica Mara Maionchi ritorna a X Factor, il talent show di Sky Uno in onda tutti i giovedì alle 21.15, nelle vesti di giudice per questa nuova ed appassionante edizione. Un ritorno in prima linea nel talent show di cui lei stessa ha inaugurato l'edizione italiana e che ha decretato la sua nascita come personaggio televisivo, sedendo al tavolo della giuria per le prime quattro edizioni.

 

Discografica di lungo corso, la Maionchi si appresta nuovamente a giudicare gli aspiranti con lo sguardo di chi non può fare a meno di dire quel che pensa, regalando perle di genuina saggezza difficili da dimenticare. Non c’è dubbio che proprio la Maionchi attragga verso di se l’interesse dei telespettatori curiosi nel rivederla nel ruolo che l’ha resa celebre al grande pubblico.

 

Eccola qui di nuovo nelle vesti di giudice, cosa prova?
Per me è un ritorno alle origini, è iniziato tutto dieci anni fa al banco dei giudici e sarà emozionante sedermi di nuovo lì.

Cosa si aspetta?
Non lo so. Le cose mentre accadono ti stimolano delle sensazioni. Se non le hai non lo puoi dire. Speriamo di divertirci e che ne esca fuori un artista, da qualsiasi parte, da qualsiasi giudice.

C’è qualcosa che la spaventa?
Sbagliare, ma anche creare un dispiacere. Bisogna stare attenti, concentrati. In molti si giocano il futuro sul palco di XF.

C’è armonia tra i giudici?
Sì, a livello personale assolutamente. Ci sarà poi un armonia relativa quando cominceranno ad uscire fuori le prime critiche, ma questo fa parte del lavoro. Io e mio marito ad esempio nel nostro lavoro ci siamo picchiati cinquanta volte ma nonostante questo siamo ancora insieme. Ciò vuol dire che l’armonia c’è. Un fatto che fa discutere si discute, punto.

Come si riconosce il talento?
Una persona che ha qualcosa da dire negli atteggiamenti, nei movimenti, nel modo di parlare, nel modo di farsi conoscere, insomma che suscita interesse. Poi bisogna lavorare per capire se questo qualcosa che ha da dire è veramente interessante.

Cos’è determinante?
Sono sempre le canzoni a essere determinanti. I Beatles non erano noti perché uno di loro fosse di Liverpool, ma perché sfornavano un pezzone dopo l’altro.

In una recente intervista Gianna Nannini l’ha definita una grande talent-scout.
Si va bene, forse ho fiuto per il talento ma tante volte ho sbagliato. Non c’è nulla di assoluto nel mondo, c’è però quella volta che riesci ad indovinare.