Un viaggio attraverso le epoche del pop-rock cantautoriale, dove note vintage si fondono in armonia con temi moderni, è quello che L’Aura propone nel nuovo disco Il contrario dell’amore, già in testa alla classifica dei brani più venduti di iTunes.

Laura Abela irrompe sulla scena musicale, dopo sei anni di assenza, stupendo i fan con un ritorno al passato, al mix linguistico e con due singoli dal sapore retrò che è impossibile non canticchiare: I’m an Alcoholic e La meccanica del cuore. I tredici inediti, fortemente autobiografici, mettono a nudo l’artista bresciana, ne racontano i sogni e i demoni che si nascondono anche nei misteriosi tatuaggi che le decorano la pelle.

In occasione del lancio del disco e della messa di onda di Ink Master Redemptiondomenica alle ore 22.05 su Sky Uno, la abbiamo intervistataDurante la chiacchierata L'Aura ci ha parlato di sè e delle sua musica, con voce limpida, pulita, di quelle che trasmettono calore e allegria.

 

 

 

 

 

 

Il suo nuovo disco è Il contrario dell’amore e arriva dopo sei anni di silenzio. Cosa dobbiamo aspettarci?
E' un ritorno al passato, all’inglese, e lo vedo come un prolungamento del secondo disco.

 

Cosa ha fatto il questi anni e com’è cambiata?
Sono cambiata molto e quei cambiamenti li ho messi in musica, affidandoli a tre storie diverse, tre racconti in particolare. A livello musicale, invece, ho dato più peso ai testi rispetto al passato. Ovviamente c’è un fil rouge perché i brani sono tutti composti al pianoforte e si mantengono sempre su melodie pop-rock.


Qual è il contrario dell’amore?

Tutto quel lato oscuro delle relazioni, ciò che nascondiamo e che viene fuori man mano che il rapporto con l’altro si approfondisce, comprese violenza e aggressività.

 

È un disco autobiografico?
Molto. Ho deciso di raccontarmi attraverso tre personaggi, tre donne forti, che hanno sofferto, avuto delusioni e dispiaceri, ma hanno anche tanta determinazione. I tre racconti, che a breve usciranno sul mio sito, sono quelli di Mary Jane, Lucy e Lisa, le protagoniste di tre canzoni alle quali sono molto legata.

 

Chi sono Mary Jane, Lucy e Lisa?
Mary Jane (come l'omonima canzone di Alanis Morissette, manifesto dell’Alt Rock al femminile Anni ’90) è una donna carica di rabbia e malinconia, Lucy (come Lucy in The Sky With Diamonds deiBeatles, canzone-simbolo degli Anni ’60) racconta un passato fatto di fughe dalla realtà e Lisa (comeSad Lisa di Cat Stevens, uno splendido ritratto Anni ’70) narra come solo l’amore possa curare le ferite del passato.

 

L’album è ispirato alla musica degli anni '60, '70 e '90. Mancano gli anni '80…
Gli Anni Ottanta, secondo me, sono l’unico decennio slegato dagli altri, era l’epoca delle pop star e della musica elettronica, uno stile lontano dal mio, mentre negli Anni Novanta si riprende lo stile cantautoriale pop-rock dei Sessanta e Settanta.


Nel singolo ‘La meccanica del cuore’ la vediamo in compagnia di una partener donna sullo sfondo di note Anni ’60. Come mai questa scelta?

Mi piaceva l’idea di creare unione tra un’epoca in cui l’unico amore vissuto alla luce del sole era quello eterosessuale e una relazione tra due donne, un contrasto nel video che ricalca quello musicale di un brano dalle sonorità vintage con un testo estremamente moderno. Nell'intero disco ho voluto rendere attuale il passato e affidare al presente una dimensione senza tempo. Inoltre, sono da sempre una supporter dei diritti LGBT, il mio è un pubblico molto vasto e diversificato e voglio dar voce alle storie di tutti.

 

Come interpreta il ribaltamento finale tra i due personaggi del video?
All’interno di una relazione può capitare che scattino dinamiche di dominazione e sopraffazione, ma queste sono labili e mutevoli, possono ribaltarsi così come accade nel video.

 

Cosa c’è nel suo, di cuore, al momento?
Tanto amore per le straordinarie persone che mi aiutano a portare aventi il mio progetto.

 

Pensa di tornare a Sanremo?
Me lo chiedono spesso, quindi suppongo che sia importante saperlo. Mi piacerebbe molto, staremo a vedere.

 

Lei ha dei tatuaggi molto particolari su braccia e mani, Cosa rappresentano?
Hanno dei significati ben precisi, ma non lo sa nessuno. Li ho disegnati io stessa e li vivo come un rituale personale, sono legati a ricordi importanti.

 

Ne ha altri?
Sì, sulla schiena e sulle spalle.

 

Le è mai capitato di non rimanere soddisfatta di un tatuaggio o di doverlo modificare?
No per fortuna. Ora dovrei ritoccarli, ma solo perché li ho fatti molto tempo fa e l’inchiostro è un po’ sbiadito. In generale non rinnego mai nulla, nella vita, nella musica e neanche i tatuaggi.

 

Qual è il tatuaggio che non farebbe mai?
La vita mi ha insegnato che non esistono i ‘mai’, quindi evito questa parola. Magari un giorno farò persino un disco Anni Ottanta, chi può dirlo.