L'evoluzione della scrittura, la narrazione della nostra epoca. Questi sono i due binari dentro i quali scorre Hanglover, il nuovo, intenso disco di Fred De Palma. E' stato anticipato dai singoli Adiòs, Il cielo guarda te e Ora che. E' un album ricco di collaborazioni e rappresenta un’evoluzione
della scrittura del rapper. Lo abbiamo incontrato per farcelo raccontare da lui e per parlare di tattoo, mentre ogni domenica sera alle ore 21.15 su Sky Uno va in onda Bondi Ink Tattoo Crew.

Qual è il primo tatuaggio che si è fatto e perché?
Le stelline sulle anche, all'epoca volevano significare le serate che avevi fatto.
C’è qualche tatuaggio di cui si pente?
Assolutamnte no, il più delle volte mi dimentico di averli. Mi ferma la gente e mi dice uh ma
quanti tatuaggi hai?
e io mi ricordo di averli.
Ha uno stile preferito?
No, mi tatuo in base a ciò che mi piace. Però mi piacciono molto i tatuaggi realistici anche se ancora non ne possiedo uno.
Cosa pensa dei rapper senza tatuaggi?
Sono mega innovativi, Shade fa il rapper e non ha tatuaggi, e mai deve farseli.
Questo album è ricco di collaborazioni, ce ne è una cui è particolarmente legato?
Sicuramente mi piacciono tutte tantissimo, ogni artista è stato scelto in base alle esigenze
della canzone.
Se un adolescente le chiedesse di indicargli tre dischi per capire il rap italiano, oltre a Hanglover cosa gli consiglierebbe?
Sicuramente Marracash, il primo album di Marracash, è un album che mi ha formato, il primo
che ho comprato fisicamente. Midnite di Salmo è un altro album che mi ha influenzato molto per la ricerca di scrittura e per le sonorità incredibili. Poi Album di Ghali: è la prima volta che l’Italia si
internazionalizza in questo modo, a me ha trasmesso una voglia di globalizzazione. Ghali con
quest’album è uscito dai canoni della musica italiana.
Nel brano Un’altra Notte parla di sogni che diventano trappola, cos’è l’amore nella stagione del
2.0?

E’ il legame che è cambiato, parlo prevalentemente di tradimenti: in Ora Che OK parlo di
tradimenti verso di me e in Un’Altra Notte nei confronti di una ragazza. E’ l’amore ai tempi di Instagram.
Nel brano Niente Da Dire fa riferimenti alla nuova generazione di trapper, cosa ne pensi di
questa nuova scena? E’ un caso che questo brano sia situato nell’album dopo 5.30 col featuring di Achille Lauro?

Non è una una critica verso chi fa trap, ma verso il sistema in Italia. Quando una cosa funziona
la devono tutti copiare. Dico Pubertrap, nessuno cerca la propria identità tutti copiano ma nessuno ha la sua identità, è un saccheggio dalla roba americana e francese, è ovviamente parte del game. Achille Lauro è un’amico e lo rispetto tantissimo.
Sempre per il discorso online on time qual è il suo rapporto con i social?
E’ inevitabile, nel brano Hanglover parlo molto di questo, critico facendone parte, è molto
sottile la differenza tra chi tramite i social comunica essendo un’artista e chi non lo è! I giovani
sono sempre più confusi. Faccio un paragone, come se Leonardo Da Vinci oggi guardasse i like sotto le sue opere.
Negli ultimi anni, quante volte il suo destino ha cambiato destinazione stupendo te per primo?
Molto più spesso di quanto si possa pensare, ho sempre creduto nella musica e nelle mie capacità.
Si dice che i rapper sono i nuovi cantautori, ma per lei esiste ancora il rap di protesta, quello cattivo che può portare al cambiamento sociale?
Io penso che ci sia il rap che porta al cambiamento dell’individuo, quello che mi scrivono i miei
fan è molto simile, è assurdo come tante persone dopo aver ascoltato la canzone mi scrivono
cose simili tra loro, questo crea unione e vuole dire che il messaggio è stato percepito. Secondo me la gente è stanca di sentir parlare di protesta dalla televisione e dai giornali. Ognuno ha il suo ideale, le persone hanno voglia di emozioni.