di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


Stare bene con se stessa. Con la musica e i suoi 18 tatuaggi in quasi venti anni di età. Traguardo che Eleonora Mila taglierà a ottobre. Nel frattempo su Sky Uno arriva la prima stagione di Bondi Ink Tattoo Crew, la domenica sera alle ore 21.15. Aspettando di immergerci in una nuova visuale del mondo tattoo, abbiamo intervistato Eleonora, che si è fatta il primo tattoo a 13 anni e ora aggredisce il mondo della musica con Canzone sul Nulla, primo singolo dell'artista di Varese.

Eleonora partiamo dai tatuaggi: quanti?
Sono 18, uno per ogni anno di vita e sono indietro di quasi due visto che a ottobre compirò vent'anni.
Cosa raccontano?
La mia vita. Non è stata facile. Ho sofferto di obesità, ho fatto degli interventi...nei tattoo c'è tutta la mia forza.
Ne ha uno che la rappresenta in particolare?
Ho un teschio messicano che significa la paura della morte ma anche sapere affrontare ogni circostanza. In tempi più recenti alla sua creazione lo ho valorizzato con due piercing sugli occhi.
Altri che aiutano a capire chi è Eleonora?
Ho una pin up sulla spalla, racconta il mio stile: un trucco molto accentuato e un approccio aggressivo a nascondere la mia doppia anima, grintosa ma dolce.
La dolcezza è anche sotto il collo...
...Lì ho un gelato e un lecca lecca, sono dolce e di cuore. Se mi affeziono a una persona mi concedo in toto.
Sul polpaccio c'è una leonessa.
Carettere e tenacia. Lo ho fatto tre giorni prima di entrare in sala operatoria e ogni volta che lo guardo mi tranquillizzo.
Frasi?

Ancora nessuna ma arriveranno quelle blues. La prima potrebbe essere, tradotta in italiano, il Blues è facile da suonare ma difficile da sentire.
Il prossimo?
Amo Etta James, mi piacerebbe un ritratto di lei stile teschio messicano.
Ci sono ancora molti pregiudizi sui tattoo?
Stanno passando, per fortuna.
Lei come si è presentata in famiglia, visto che il primo lo ha fatto a 13 anni?
Non ho detto nulla, mi ha fregato la foto su facebook: quando i miei mi hanno chiesto di vedere il braccio, prima ho mostrato l'altro poi ho ammesso.
E loro?
Si sono detti delusi, sono un po' vecchio stampo. Ma sono sempre i miei genitori.
Lei è felice?
Sto bene con me stessa.

 



Il suo primo singolo è Canzone sul Nulla.
Oggi ascoltiamo canzoni spesso uguali, col mio gruppo di lavoro, tra cui Eugenio Ciuccetti e Maurizio Anesa, abbiamo trovato sovente analogie con canzoni del passato. Il mio singolo ha un apporccio infantile ma è una provocazione ironica e senza presunzione a quel sistema.
Lei come lavora?
I progetti devono durare nel tempo e devono procedere a piccoli passi. A questo singolo lavoro da novembre e, anche se mi ritengo una cantautrice, in questo caso sono interprete. Poi abbiamo lavorato sul video.
Ci racconta un suo concerto?
Parto dolce, tra Soul e Rythm & Blues e poi si cresce. Il palco è casa mia. Mi piace il pubblico che entra nel mio spazio vitale e balla, salta, si diverte.
Ipotesi di disco?
Non prima del 2018. Ci sono dei brani, ci stiamo lavorando.
Che pensa dei nuovi cantautori?
Il pubblico vuole persone sincere. Loro hanno tutti i requisiti per esserlo, spero che non vengano fagocitati dalle logiche commerciali. Devono essere moderni ma coerenti.
Ha voglia di andare all'estero?
Ci penso spesso. In fin dei conti abbiamo inventato la lirica e il neomelodico. Molti artisti stranieri vengono in Italia, si ispirano e poi con le nostre idee conquistano il mondo. Sarebbe il momento di andare noi all'estero, trarre ispirazione e conquistare le classifiche.
A proposito come va in quel senso?
Sono seconda in quella degli esordienti e nella top 50 di quella del MEI: ed ero partita dalla posizione numero 143.
Un bel momento, insomma.
Molto ma come ho già detto, quel che conta è stare bene con se stessi.