(@BassoFabrizio)

Estate non fa rima con tattoo ma fa rima con idea di tattoo. Certo oggi ci sono tecniche che permettono il tatuaggio anche il giorno di Ferragosto e senza complicazioni. A ragionare di tatuaggi sotto il solleone ci aiuta Mario Corallo, che col suo 404 Tattoo Shop, è uno dei tatuatori più richiesti. A prescindere dalle stagioni. Lo intervistiamo mentre su Sky Uno prosegue, ogni domenica alle ore 21.15, l'appuntamento con Ink Master.

L'estate...i tattoo?
Tradizionalmente non si fa anche se ormai esistono creme a protezione totale.
Ma c'è chi li fa.
Certo. Di solito si opta per quelli da esposizione o last minute.
Ad esempio?
Va molto la geografia, intesa come luogo di vacanze. Oppure il mese col disegno dell'isoletta grega dove sei stato.
Quasi un obbligo.
Non proprio ma certo che se si va a New York e si torna senza un tatuaggio trovi sempre qualcuno che ti da dello sfigato.
Un soggetto che per lei è estivo per antonomasia?
La piuma. E' estiva, colorata ed è sinonimo di leggerezza. Poi funzionano il timone e la sirenetta. E anche il rotolino di carta con una frase, eredita la filosofia del messaggio nella bottiglia.

 


C'è chi si tatua al mare?
C'è ma io lo ritengo folle. Il sole e la sabbia possono essere nemici. Il corpo soffre.
Un papà tatuato come viene guardato dai figli?
Sanno che lo faccio di mestiere, ci sono abituati.
Tattoo degli ultimi tempi?
Un cliente, per dimostrare la potenza della scrittura, ha voluto una campana di vetro con una freccia che la rompe e termina la sua corsa scrivendo su un foglio. Poi ci sono le letterine col nome dei figli. Le zampette del cane. O soggetti pirateschi.
Insomma non esiste un tattoo-tormentone.
No ma il viaggio ricorre sempre, dal mondo sul suo asse di rotazione alla strada di Keruac. Oppure la rondine.
Che rappresenta?
Indica le 5mila miglia marine.
Le grandi firme del tatuaggio hanno valore?
Ci sono e chi ha occhio guardando un tatuaggio sa chi lo ha fatto. Io sono più semplice: dico che esiste un bel tatuaggio o un brutto tatuaggio.
C'è chi si pente?
Parecchi. Direi che il 30 per cento del mio lavoro è di copertura. Infatti, oltre a Ink Master, mi piacciono molto i programmi che mostrano le tecniche di copertura.
Quanto costa un tattoo?
Direi che si parte da circa 70 euro. E consiglio sempre di affidarsi a professionisti. Per spendere 20 euro in meno si rischiano infenzioni e lavori malfatti. Il livello di tecnica sta crescendo , si possono e devono evitare certi rischi.
Come si mette un cliente a suo agio?
Il mio studio è come il salotto di casa. Uno deve sentirsi a suo agio e vivere il momento con serenità.