Piatti legati alla tradizione serviti all’interno di una cornice da sogno. È questo il biglietto da visita con cui il Ristorante “Aragonese” si presenta al primo appuntamento della nuova stagione estiva di “4 Ristoranti”. Adagiato sotto la suola dello stivale, in una frazione dell’isola di Capo Rizzuto, il locale gestito da Veronica Lombardo e dalla madre Teresa, prova a conquistare il cuore e il palato di Alessandro Borghese e a guadagnarsi il titolo di miglior ristorante “piccante” della costa calabrese puntando sulla sua cucina a chilometro zero, sul suggestivo colpo d’occhio offerto dalla spettacolare fortezza aragonese di Le Castella e sul suo orto dove trionfano i peperoncini utilizzati per impreziosire ogni ricetta.

4 Ristoranti, l'Aragonese e le sue donne

Il ristorante “Aragonese” si trova a Le Castella, una frazione dell’isola di Capo Rizzuto, e fu fondato nel 1966. È gestito da Veronica Lombardo, 32 anni e da sua madre Teresa, insieme formano un’autentica macchina da guerra come hanno mostrato durante 4 Ristoranti. Veronica è il braccio e la mente di un locale a forte trazione femminile, nel quale piatti della cucina tipica locale vengono rivisitati e riscoperti sotto una luce sempre diversa, in un sapiente mix di tradizioni culinarie secolari e innovazione. Al suo fianco il sostegno forte della famiglia con la quale, ogni anno, si impegna a servire i clienti, tanto locali, quanto turisti. Dotato di una sala ampia e luminosa - circondata da larghe vetrate - e di un accogliente passerella all’esterno, l’Aragonese si affaccia sul mare offrendo una vista mozzafiato sulla fortezza. Al suo interno si respira a pieni polmoni l’aria estiva e si può gustare una cucina a base di pesce fresco lasciandosi cullare dalla brezza marina che soffia leggera dallo Ionio.

Grandi classici e piacevoli scoperte a chilometro zero


Nato sul mare, è dal mare che il ristorante di Veronica Lombardo trae la sua ricchezza. Pur non facendosi mancare le portate di terra, infatti, sono le specialità di pesce il vero piatto forte della casa. Dai grandi classici, immancabili, come le linguine allo scoglio e gli spaghetti alle vongole, a ricette più elaborate come i Cannarozzedri - una particolare varietà di paccheri tipicamente calabrese - serviti ‘ccu siccia (le seppie), pomodorini, peperoncino e prezzemolo. Ma anche secondi da leccarsi i baffi tra cui la Seppia Arrighineddrata, preparata con peperoncino in polvere, prezzemolo, pepe nero e una sfumata di aceto bianco. Menzione d’onore, infine, per i Gamberoni Ammucciati n’tu Sali, letteralmente “nascosti nel sale”. Così definiti perché vengono immersi nel sale grosso riscaldato e lasciati cuocere per una decina di minuti. Un menu vario e ricco, con un solo imperativo ad accomunare tutti i piatti: la freschezza della materia prima. La cucina dell’Aragonese è infatti fortemente orientata alla promozione del territorio e nasce da uno stretto legame con la fiorente attività di pesca dell’Isola di Capo Rizzuto. Gran parte del pesce utilizzato dal ristorante viene acquistato giorno per giorno dalle piccole e grandi imbarcazioni che approdano al porticciolo di Le Castella, o nei mercati ittici della zona. Mai comunque al di fuori del sud Italia. Difendere le tradizioni, in fondo, vuol dire anche questo.