di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


Due parole possono bastare a imprimere una svolta? Dipende. Spesso dipende da chi le pronuncia e quali sono le parole scelte. Nel caso di Giulia Pratelli quel Tutto bene che titola il suo album è una vera rinascita, un riprendersi il proprio tempo, i propri ritmi e, di riflesso, la propria vita. Giulia sta promuovendo il disco e una tappa per lei molto importante sarà venerdì prossimo, 12 maggio a Edicola Fiore (dal lunedì al venerdì, in diretta alle 7.30 e nella versione speciale serale rieditata alle 20.30, sempre su Sky Uno) che per lungo tempo la ha vista ospite fissa. Nell'attesa la abbiamo intervistata.

Giulia dopo una lunga attesa...Tutto bene.
Ha ragione ha avuto una lunga gestazione questo lavoro, è arrivato dopo un periodo particolare. Volevo quasi smettere.
Davvero?
Ci ho pensato. Intanto mi sono laureata in Giurisprudenza. Poi il 13 maggio presenterò il disco a Cascine di Buti, in provincia di Pisa, e in autunno spero di andare in tour.
Tutto bene suona come rigenerante.
Lo è stato. Lo è. E' cambiato tutto, tranne le situazioni personali e famigliari che restano stabili.
C'è un brano, Penelope, che ha qualche anno.
E' il solo che arriva dal passato. Mi sono riconosciuta in quelle parole e mi ha accompagnato nel nuovo viaggio.
La bonus track si intitola 10 settembre.
E' anche il solo pezzo chitarra e voce. La ho scritta proprio il giorno del titolo e racconta di quando qualcosa si rompe e sai che niente tornerà più come prima.
Parole che sono anche fatica e rivincita.
Le maniche devono sempre essere rimboccate. Mi piace pensare che i nostri sforzi possano portare a qualcosa.
C'è, nell'album, la mano di Zibba.
Ci siamo conosciuti a Edicola Fiore. Sono andata più volte a seguirlo in concerto. Siamo diventati amici, abbiamo iniziato a scrivere insieme più che altro per annusarci e conoscerci. Ho capito che era perfetto per me...gli ho parlato, si è reso disponibile e dunque la direzione artistica è la sua. Sarà con me in concerto a Cascine di Buti.
Venerdì 12 maggio presenta il disco a Edicola Fiore.
Farò il singolo.
Ci parli di Fiorello.
Rosario è il numero uno. Mi ha accolto con semplicità, come fa con tutti, senza chiedere nulla in cambio. E' un bel segnale. Poi lui è protettivo verso chi ha collaborato con lui. Non esistono raccomandazioni a Edicola Fiore. Se un progetto gli piace lo accoglie.
I momenti più intensi?
La mattinata più bella quando era ospite Gaetano Curreri degli Stadio. Ma anche cantare con Francesco De Gregori è stata una emozione.
A Fiorello è piaciuto il disco?
Non lo ha ancora sentito, lo avrà venerdì mattina.
La sua scrittura è responsabile? Nel senso: la preoccupa sapere che molte persone rivivranno momenti personali attraverso le sue parole?
La scrittura è istintiva. Quando poi le canzoni diventano di tutti allora qualche domanda te la poni. Comunque vivo Tutto bene come una mongolfiera che vola verso un luogo dove le cose vanno bene.
Difficile scrivere d'amore oggi?
Io ho un termine di paragone alto, La costruzione di un amore di Ivano Fossati. Mi piace un linguaggio asciutto e superficiale.
Letture?
Amo i gialli, tutto Camilleri con Montalbano e Fred Vargas e il commissario Adalsberg. Ora sto leggendo L'Amante giapponese di Isabel Allende. Il prossimo sarà il nuovo libro di Daniel Pennac sulla saga di Malaussene.
Marco Malvaldi? Toscanaccio come lei?
Lo ho letto ma mai conosciuto, purtroppo.
Contatti per chi desidera seguirla?
Tutti i social, in primis FaceBook.