di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


E ora inizia il bello per Fabrizio Moro e il suo messaggio di Pace. Che è già un tatuaggio. L'artista romano ci parla del suo nuovo lavoro discografico e dei suoi tatuaggi aspettando la nuova puntata di Ink Master, in programma su Sky Uno ogni domenica alle ore 21.15.

Fabrizio come sta?
Ora lo stress è passato, ho avuto a lungo molto tensione addosso, tra l'album in uscita e la partecipazione al Festival di Sanremo ho attraversato un momento importante. Ora mi sento molto più leggero.
Pace è un titolo forte. Soprattutto in questa epoca.
Andiamo subito diritti al punto. Io per pace intendo quella interiore per chi ha un carattere competitivo e combattivo, la pace spesso mi sfugge e la ricerco invano.
E' in...pace con se stesso?
Sono più tranquillo rispetto al passato. Sono trascorsi dieci anni da Pensa. Poi c’è la paternità, ho due figli, Libero ha 8 anni, Anita è più piccola. Avevo paura di invecchiare e invece mi sento più giovane.
Conosco il papà artista?
Lui lo ho portato spesso in giro, è cresciuto nei back stage. Abbiamo un rapporto sereno, ci vediamo ogni dieci giorni ma ci sentiamo.
Il disco è duro ma ha sempre una nota positiva.
Io parlo attraverso la parte più semplice di me. La positività c'è, non a caso parte con un la minore e finisce con un la maggiore a simboleggiare un percorso deve essere ottimista.
Le sue canzoni per molti sono fonte di speranza.
In questi ultimi due anni sento i ragazzi che  si affidano a me, attraverso le mie canzoni trovano la forza e la speranza di andare avanti. Nasco in contesto sociale non troppo semplice. Domani spero sia sempre in giorno migliore.

 

Le braccia tatuate di Fabrizio Moro


Molti si tatuano le sue frasi.
Nei tattoo ci sono tanta forza e tanto coraggio. Ho la percezione che sei tu a determinare le cose. Te la prendi con tutti i timori, amarezze comprese, e rifuggi le responsabilità.
Grave?
Senza responsabilità non hai progetti e non cresci. La crescita umana è aprirsi alle persone. Sei tu che determini quello che accade intorno a te. Lo ho provato sulla mia pelle.
In che modo?
Nella mia stanza era una cosa, aprirmi al mondo cambiava la prospettiva.
I suoi tattoo?
Tamti. Sempre ogni volta che esce una disco.
Cosa si è fatto?
Ho scritto pace. Ogni volta il titolo diventa un tatuaggio.
I suoi figli che dicono?
Sono piccoli per tatuarsi ma si divertono a imitarmi con i trasferelli.
Poi ci sono i suoi miti.
E sono tanto, da Vasco a Lucio Dalla fino a Rino Gaetano.
Tour?
Il 20 aprile al Fabrique di Milano e poi il 26 e 27 maggio al Palalottomatica di Roma. Sono date di presentazione, il vero tour parte da giugno.
Anticipazioni?
Le dico solo che sto lavorando con un quartetto d’archi e un pianoforte a coda.