Serra Yilmaz: tra fuochi e fiamme lascia Celebrity MasterChef Italia

L’attrice di origini turche, simbolo del cinema di Ferzan Ozpetek, nelle sale italiane con Rosso Istanbul, ha fatto parte del cast di Celebrity MasterChef Italia. La sua è stata una partecipazione lampo, in attesa di scoprire le sorti dei suoi compagni di brigata, tutti i giovedì alle 21.15 su Sky Uno, l’abbiamo intervistata.

 

 

Di Barbara Ferrara


Serra Yilmaz è al cinema, protagonista, ancora una volta, dell’ultimo film di Ozpetek, Rosso Istanbul e il 16 marzo l'abbiamo vista accanto a Mara Maionchi, Alex Britti, Antonio Capitani, Maria Grazia Cucinotta, Roberta Capua, Elena Di Cioccio, Enrica Guidi, Stefano Meloccaro, Filippo Magnini, Nesli e Marisa Passera nell’insolita veste di chef per Celebrity MasterChef Italia. Tra Mystery Box, Invention Test e i temutissimi Pressure, l’attrice ci ha svelato di se un volto nuovo. All'indomani della sua uscita dal talent l’abbiamo intervistata per conoscerla più da vicino. E con la proverbiale ironia che la contraddistingue, ci ha raccontato cosa servirebbe nel piatto del suo peggior nemico, chi vorrebbe invitare a cena, perché si considera una pessima giocatrice e perché, pur non avendo nessuno spirito di competizione, rifarebbe MasterChef.

 

Sono tempi duri in Turchia, come è stato girare a Istanbul l’ultimo film di Ozpetek?
Quando giri sei in un microcosmo, chiuso sul set, non ti preoccupi di ciò che accade fuori, la lavorazione del film comunque è andata bene, tutto liscio e piacevole come sempre.
Come nasce la sua passione per la cucina?
Da bambina, avevo una madre che mi faceva entrare in cucina, cucinavo qualcosa con lei, torte, dolci, quelle cose che gli adulti fanno con i bambini. Inoltre sono sempre stata molto golosa (ride n.d.r). A casa nostra la cucina ha sempre occupato uno spazio importante.
Il piatto della sua infanzia?
Sarebbe l’equivalente della cotoletta milanese. A casa mia era un pezzo di carne molto apprezzato, un pezzo speciale, mia madre lo faceva fare al macellaio, gli aveva insegnato come tagliarlo, a me piaceva tanto perché era diverso da tutti gli altri.
Il piatto che la riconcilia con il mondo?
Sono soprattutto i piatti regressivi, quelli che non richiedono una masticazione lenta e ti riportano all’infanzia, il pudding, i budini o anche una bella una purea di patate.
Per quali personaggi cucinerebbe?
Innanzitutto dovrei trovare un tavolone molto grande, in questo momento sono a Firenze in piazza Santo Spirito e la dimensione del tavolo dovrebbe coprire tutta la lunghezza della piazza, metterei Fellini, Pasolini, tanti colleghi, e vorrei anche Steve McQueen.
Quando cucina che musica ascolta?
Dipende dal piatto che sto cucinando, se devo fare in fretta, ascolto flamenco, perché mi trasmette la grinta per fare veloce.
Il momento più difficile di Celebrity MasterChef?
Quello in cui abbiamo dovuto sfilettare una grossa cernia.
Quello più emozionante?
Sicuramente l’inizio.
Con chi si è trovata più in sintonia?
Tutto il gruppo era molto simpatico e sono stata felice di conoscere tutti, la persona che ho visto di più anche fuori dopo la gara è stato Antonio Capitani, poi ho comunicato con Elena DI Cioccio e tramite Antonio anche con Marisa. Non menziono Maria Grazia Cucinotta perché già la conoscevo e per me non è stata una scoperta.
Lei in scena non ha né ansie né tensioni: è stato così anche a Celebrity MasterChef?
Sul palco c’è emozione ma non c’è ansia, non sono una persona che prova ansia prima di andare in scena ho la giusta emozione per ricominciare ogni sera con la stessa energia e lo stesso entusiasmo. Essere sul palco ed essere in una gara non sono la stessa cosa, io sono una cattiva giocatrice, non ho ambizioni quindi anche quando gioco a backgammon o a scacchi, oltre quaranta minuti mi stufo, non ho pazienza , né la brama di vincere non do soddisfazione ai miei avversari. Non ho paura di perdere, e vinco. Ricordo quando ero molto giovane mi capitava di giocare nei cafè con uomini molto più grandi di me e questi non sopportavano di essere battuti da una giovanotta come me.
A cena con il suo peggior nemico?
Servirei l’Aşure, un dolce tipico turco con qualche goccia di cianuro in aggiunta. L’Aşure ha tanti ingredienti dentro, cosicché la persona non si renderebbe conto, ha le mandorle, e il cianuro ha il sapore di mandorle amare. E’ il dolce che Noè ha fatto per far sopravvivere gli abitanti dell’Arca, s ono sopravvissuti finché l’acqua del diluvio non si è ritirata.
Un aneddoto divertente?
La cosa divertente era che io, alta appena un metro e mezzo, ero in penultima fila e non vedevo niente, mi ci voleva qualcosa che mi tirasse un po’ più su, e invece niente. Ho potuto vedere bene la faccia dei giudici, solo quando si avvicinavano a me.
E’ vero che lei è un medico mancato?
Assolutamente, ed è andata bene per i pazienti. Non e vero, io sarei stata un ottimo medico, ma è andata meglio per me. Faccio un lavoro divertente.
Oltre a fare l’attrice, lei è traduttrice e interprete: comunica attraverso le parole.
Sì, io sono una narratrice, il mio lavoro è interpretare le parole degli altri.
In cucina invece cosa interpreta?
Il bene che voglio alla gente, alle persone per cui cucino.
Per chi tifa tra i suoi compagni di viaggio?
Faccio il tifo per Roberta, penso che lei sia la più preparata.
Rifarebbe Celebrity MasterChef Italia?
Sì, lo rifarei perché mi sono divertita, resta un gioco, ma se dovessi rifarlo, mi preparerei in un altro modo, sono arrivata un po’ incosciente alla gara. Per il resto io cucino per piacere e per le persone che amo.

 

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