Di Barbara Ferrara

 

Celebrity MasterChef Italia vede sfidarsi in cucina i volti amati del mondo del cinema, dello spettacolo, dello sport e della musica. Dei dodici protagonisti in gara, ne sono rimasti sette, tra questi Elena Di Cioccio, l'abbiamo intervistata per scoprire come ha vissuto questa sua esperienza fuori dal comune.

 

Come si è trovata a far parte della squadra di Celebrity MasterChef?
Era un momento un po’ buio, qualche mese prima era mancata mia madre all’improvviso, la proposta è arrivata in un momento sfortunato ma è stata una fortuna, ho accettato, ho fatto il provino e l’ho superato.
Ci racconti dei giudici.
Bastianich è un propulsore, ha una forza trasformativa e propulsiva immensa. Ha la capacità di prendere il meglio da quello che hai davanti, fa il vino, ha visto mezzo mondo, cucina poco e proprio per questo se il tuo, è un errore creativo, lo valuta, non lo boccia a priori. Le sue provocazioni bisogna capirle, e solo se le capisci ti innamori di lui.
Cannavacciulo è amore universale, conosce tutte le tecniche possibili e immaginabili. Riesce a trovare l’amore dentro il tuo piatto, e anche quando fa le sue cose, è un gigante buono, non ha delle prerogative di ingredienti che siano più alte o più basse, ha la capacità di entrare immediatamente in contatto con quello che cucina.
Barbieri quando cucina è di una precisione sconvolgente, se deve fare un composto, non guarda neanche, ha un’esperienza devastante e si vede che ha sperimentato tanto e su tanti fronti. Se prendi i suoi libri, scopri che è preciso, chirurgico, risolutivo. Scompone il piatto, da chef, da cuoco, da emiliano, da persona istrionica, ti scompone il piatto ed è come se ti desse una regola matematica e chimica del perché hai sbagliato.
Che cucina le piace?
Sono un ex carnivora indefessa, ho mangiato qualsia cosa, poi ho fatto una scelta etica e sono diventata vegetariana.
Le è costato?
Sì, la carne mi piace, ma non la magio per scelta, una scelta che ancora non sono ancora riuscita a concludere: mangio ancora qualche pesce, gamberi, polipi, branzini e un po’ di salmone. Tutto il resto non lo mangiamo più, stiamo eliminando pian piano.
Parla al plurale, si riferisce a lei e il suo compagno?
Sì, il mio compagno Gabriele, ma non solo: mia sorella è vegana, e mio papà è vegetariano, siamo la Famiglia Addams verde della cucina.
Il piatto della sua infanzia?
Non ne ho solo uno, i miei erano sempre in giro in tournée e io sono cresciuta con le mie due nonne, una veneta, l’altra abruzzese: due cucine completamente diverse, la mia passione per la cucina è nata da piccola.
Come trascorreva il suo tempo di bambina con le nonne?
Le attività con le nonne erano sartoria (entrambe erano sarte, con gli scampoli cucivo i vestiti per la Barby), cucina (entrambe cucinavano come si cucinava una volta: la pasta, il pane e i dolci rigorosamente fatti in casa) e coltivazione.
Ha mantenuto queste tradizioni?
Sì, sia io che mia sorella. Se capita di rimanere a casa senza pane, prendo gli ingredienti e li impasto al volo, acqua sale e farina, vengono fuori delle pseudo-piadine buonissime. Qualcosa di simile al pane arabo per capirci.
Se potesse invitare qualcuno del passato a cena?
Avrei tanto voluto cucinare per il mio idolo da quando avevo nove anni, David Bowie. Peraltro lui era un amante del cibo orientale già da tempi non sospetti, quando ancora non andava di moda. E anche noi a casa, mangiavamo cibo thai fin dagli Anni Ottanta.
Con chi ha legato sul set?
Ho stretto amicizia con Roberta Capua e Filippo Magnini, Roberta, nonostante la sua eleganza che può farla sembrare algida, è in realtà piena di vita, è una persona di grande cuore. Il top dell’entusiasmo. Invece Filippo sembra il fratello minore che non ho mai avuto, ci siamo ritrovati spesso a lavorare insieme, abbiamo scherzato e giocato molto.
Anche fuori dal set?
Certo, abbiamo anche fatto delle avvincenti gare private via whattsapp.
Momento di panico?
Sì, quando ci hanno chiesto di sfilettare un pesce gigante. Sapevo che avrei cucinato anche degli animali, quindi in teoria ero preparata, questi però erano davvero enormi e tanti: mi sono sentita a disagio.
Cosa pensa della frase di Epicuto: “Non bisogna preoccuparsi di ciò che si mangia, ma con chi si mangia”?
Io sono buddista, ampiamente buddista, sono insegnante di yoga, e per me siamo quello che mangiano. Questa è una frase che non mi appartiene. Ne capisco il significato ma non lo condivido in epoca moderna.
Una parola sui suoi compagni di viaggio?
A prescindere da amicizie e simpatie, tutti i partecipanti di MasterChef si sono dati veramente, hanno buttato il sangue, nessuno è stato superficiale, ognuno con il suo modo e i suoi tempi si sono spese. Forse è stata una sorpresa anche per i giudici, magari non si aspettavano un’altra tipologia di professionisti, invece abbiamo tutti rispettato la cucina.