di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


Consapevolezza e ingenuità. Questo è Sergio Sylvestre, il gigante, amico e buono, nel soul italiano. Alto oltre due metri, una risata alla Eddie Murphy, quando gli racconti che il suo disco, eponimo, che hai ascoltato in anteprima ti è piaciuto pensa sempre che tu stia scherzando. Poi comprende che non è così e l'emozione lo avvolge come una sciarpa. E ne avrà bisogno di sciarpe per affrontare il palco del Teatro Ariston dove è in gara, categoria Big, col brano Con Te. Per iniettarsi coraggio ha scelto di farsi accompagnare da una squadra di amici che conosciamo bene, i Soul System, vincitori dell'ultima edizione di X Factor, il talent musicale di Sky Uno. Insieme porteranno al Festival di Sanremo, nella serata dei duetti, il provocatorio e ironico Vorrei la pelle nera, brano del 1967 di Nino Ferrer. Abbiamo intervistato Sergio Sylvestre per parlare di lui e dei suoi amici Soul System.

Sergio come ha conosciuto i Soul System?
E' stato quasi casuale ma è successo una qualcosa che capita di rado nella vita di una persona.
Racconti.
Era la prima volta che ci vedevamo e sembrava di essere amici da sempre.
Come è scoccata la scintilla?
Naturalmente, parlando. Ci siamo raccontati la nostra storia, anche quella personale.
Poi siete passati alla musica.
A suonare con loro mi sono sentito a casa da subito, sono gentilissimi, fare le prove con loro mi ha calmato tantissimo.
L'idea di coinvolgerli a Sanremo?
Il punto di partenza è che voglio suonare con loro…avevo solo bisogno della certezza che loro volessero vivere questa piccola avventura con me.
Risposta affermativa.
Sì, e anche sulla scelta del brano.
In effetti sei ragazzi di colore che cantano Vorrei la pelle nera potrebbe essere provocatorio.
La conosce?
Certo.
Allora sa che è una canzone curiosa e ironica, è un messaggio anche per me che sono di quel colore. E sono un po’ grosso.
Pronto a ricambiare?
Se lor mi chiedono un featuring volentieri…amo la musica dei Soul System.
Pronto per questa esperienza sanremese?
Sono carichissimo ma c'è tanta ansia, ogni giorno il risveglio è più nervoso. Entrare all'Ariston è sempre un momento shock! Io subito mi ci sono bloccato perché quando vedi l’orchestra…
Chissà che emozione.
Penso ogni tanto di vivere un film,  è totalmente bello questo momento, non ci credo ancora: faccio la cosa che sempre volevo fare.
Ha scelto di debuttare con Sony con un disco che porta il suo nome.
Il titolo è il mio nome perché lì dentro c’è tutta la mia anima, ci sono lacrime e pianti. E’ mio figlio, non vedo l’ora che la gente lo senta. Contiene ballad e pezzi più carichi. Più di quello non so che dire se non grazie per la possibilità.
Cosa racconta?
Ci sono momenti del mio passato, ci ho lavorato anche quando avevo la febbre o ero in vacanza. Ci lavoravo fino alle tre di notte. In studio sono animale.
Con te, il brano con cui concorre è firmato da Giorgia.
Ha fatto capolavoro, mi sono emozionato quando la ho sentita cantata da lei. Avevo molto paura, non sapevo se la stavo facendo bene. I dubbi c'erano, temevo di non arrivare a quell’altezza, ho dato il mio meglio in modernità nel rispetto di Sanremo. In un pezzo riassumo il mio soul e il mio background. Giorgia ha fatto una bella straordinaria, io cii ho messo il mio sound e gioco con le emozioni.
Dopo Sanremo che succede?
Non lo so. Ho solo un desiderio.
Dica.
Andare a Los Angeles a trovare i miei genitori. Anche solo due giorni. Poi riparto a mille.

 

 


Sergio Sylvestre

A proposito di Soul System il 5 maggio ai Magazzini Generali di Milano, il 6 maggio all’Orion di Roma e il 7 maggio al Palabanco di Brescia (ore 18) ci saranno le tre anteprime del loro tour. Leslie, Ziggy, Alberto, Joel e David sono pronti a far ballare il pubblico dei concerti con la loro energia trascinante e il loro irresistibile mix di R&B, hip hop, funk, soul e pop.