Un'osteria moderna, potrebbe sembrare una contraddizione in termini e invece si tratta della definizione perfetta per un luogo che più di qualunque altro ha saputo intrecciare tradizione e innovazione nel cuore di Torino. Il risultato di questa commistione è Sorij Nouveau, uno dei locali che, martedì 31 gennaio alle 21,15 su Sky Uno, chef Alessandro Borghese visita per la decima puntata di 4 Ristoranti. Questa volta i contendenti si devono sfidare per aggiudicarsi il titolo di miglior trattoria urbana del capoluogo piemontese.

 

L’evoluzione di un’enoteca

Sorij si trova a due passi da Piazza Vittorio e dal fiume Po. Ha aperto nel 1998 e in quasi vent’anni di storia ha avuto il pregio raccogliere tre generazioni di affezionati clienti, nonostante sia passato per diverse gestioni. Il locale, infatti, nasce come enoteca seguendo i canoni delle classiche "piole", le osterie piemontesi in cui si andava a bere il vino sfuso accompagnandolo con qualche piatto della tradizione come tomini elettrici e acciughe al verde. Negli anni il vino sfuso ha ceduto il passo alle bottiglie di qualità che ne hanno fatto un punto di riferimento per gli amanti del genere. Il passaggio successivo è stato ricavare nel locale una cucina interna dove proporre i grandi classici della tradizione gastronomica torinese. Nel frattempo Sorij ha cambiato nome e gestione per tornare finalmente ad essere se stesso, con la doverosa aggiunta di un “nouveau” (nuovo), grazie all’avvento di Piercarlo Primatesta, per tutti Piero, e Silvia Rivolti, gli attuali proprietari. Oggi, il ristorante nel solco dell’originaria vocazione “cerca di proporre piatti un po’ più innovativi e divertenti”, che secondo Piero sono la carta vincente non solo per rimanere nel cuore dei torinesi ma anche per aggiudicarsi lo show cooking di Alessandro Borghese.

 

Baciata dal sorriso del sole

Come si può facilmente immaginare la scelta dei vini in questo locale è vastissima e non potrebbe essere altrimenti considerato il nome che ha scelto. Sorij, infatti, in piemontese langarolo indica la vigna meglio baciata dal sorriso del sole (sòrij du sul) e che quindi produce il vino migliore. A completare l’opera ci pensa un ricco menù rigorosamente piemontese, dove i piatti della tradizione vengono rivisitati per regalare al palato sfumature nuove ma che non alterano i sapori di sempre. Anche nell’arredamento, con il bancone e i tavoli di legno, il locale ha scelto di mantenere la tipica atmosfera della "piola" torinese, dove il passato quasi per incanto abbraccia il “nouveau”. Tutte caratteristiche che per 4 Ristoranti sono elementi di valore.