di Barbara Ferrara

 

“Questa è la storia mia che ti voglio raccontare”, è con queste parole che Eva Pevarello si presenta a X Factor strappando ai giudici quattro sì e al pubblico lacrime di commozione. Chitarra, voce e allure magnetica, la sua esibizione conquista al primo ascolto, ed è subito standing ovation. Manuel Agnelli, che diventa suo giudice e mentore, commenta a caldo che solo pochi sanno raccontare davvero chi sono, ed Eva dimostra di essere una di questi. Mentre canta il testo autobiografico di Un'altra corsa, “ho scelto di lottare e devo vincere”, si capisce che siamo davanti a un talento naturale, una forza della natura dai capelli rossi e molti tatuaggi.


L’abbiamo incontrata per conoscerla più da vicino, saperne di più dei segni incisi sulla sua pelle e scolpiti nella sua anima. Ci racconta della sua infanzia vissuta in giro per i luna park, “ho ricordi bellissimi, sono sempre stata abituata a stare in mezzo alle persone fin da sempre. Sono nata con la musica, vengo da una famiglia di musicisti, mio padre, cantante e pittore, mi ha trasmesso la vena artistica. E’ lui il mio supporter numero uno, mi segue ovunque. Non mi molla mai e anche io ci tengo a portarlo con me. Sono il suo sogno che si realizza. E’ bello avere la famiglia dalla propria parte”. Ci racconta della malattia che l’ha portata ad apprezzare tutte le cose semplici e ha dato una svolta alla sua esistenza. Ci racconta di come ha iniziato a disegnare e poi a fare tatuaggi, ci racconta del sogno infranto di duettare con il suo mito Bob Marley, come è cambiata la sua vita dopo il successo di pubblico, e non importa di cosa ci parla, il messaggio è lo stesso, forte e chiaro. “Con fatica, passione e tenacia ce l’ho fatta, se ci metti l’anima ce la fai, questo è anche quello che dice la mia canzone “Voglio andare fino in fondo”. Non resta che seguirla.

 

Il ricordo più bello di X Factor?
In realtà sono due: il primo quando ho registrato il mio inedito, una serata indimenticabile. E quando l’ho sentito in radio per la prima volta. Fiumi di lacrime.
Il brano con cui hai superato le audizioni parla del linfoma che hai avuto.
Può sembrare assurdo ma sono contenta di aver avuto la malattia, è stata una prova grande, un regalo: la mia vita è completamente cambiata, tutta al positivo. La voglia di vincere era veramente forte, non l’ho mai vissuta piangendomi addosso, ho combattuto senza l’ansia o la paura. Lo spirito e la mente fanno tutto, non c’è cura migliore.
Cosa hai imparato da questa sfida?
A pesare le cose per quello che sono, tante volte ci facciamo prendere da piccolezze, le ingigantiamo condizionati dallo stato d’animo del momento, senza capire che la vita è altro.
Come nasce la tua passione per i tatuaggi?
Ho sempre avuto la passione per il disegno e la pittura, ho fatto il liceo artistico, mio padre dipinge, e io ho iniziato col farmi tatuare.
Il tuo primo tatuaggio?
E’ una stella dietro alla scapola destra, osceno. Nonostante ciò non lo coprirei mai, fa parte della mia vita come gli altri anche che se esteticamente non mi piacciono più.
Quanti tatuaggi hai?
Una trentina.
A quale sei più affezionata?
A tutti, alcuni sono più importanti perché legati a cose che mi sono successe.
Racconta.
Il mio braccio sinistro è dedicato all’amore, alla passione, intendo no solo all’amore romantico, ma a quello per la vita. Poi ho un lettering sotto il seno sinistro con la scritta “stay strong”: l’ho fatta, fatalità, due settimane prima di sapere della malattia. Ed è uno dei tatuaggi a cui sono più legata. Quello fatto dopo la guarigione sul polpaccio sinistro rappresenta una donna stilizzata che taglia la testa alla morte, sarei io. Un altro di cui ho parlato anche a X Factor è il pugile che mi rappresenta e rappresenta la lotta continua. Tutti hanno un significato e a tutti sono affezionata.
Cosa significa per te tatuare?
Per me l’arte del tatuaggio è una passione, come la pittura, chi è appassionato di pittura vuole un quadro a casa e se lo appende, io voglio un tatuaggio e lo appendo sulla mia pelle. Mi piace raccontare la mia storia, fissare dei momenti attraverso l’arte e il disegno.
Come è cambiata la tua vita dopo XF?
E’ cambiata parecchio, a partire dalla routine del lavoro: non sono più tutto il giorno in studio a tatuare perché ora sto dando più spazio alla musica. Cavalco questo boom, non sai mai come va a finire, no?
Faranno la fila per farsi tatuare da Eva.
Sì, ora vogliono tutti tatuarsi. Ma dovrei avere un clone per poter fare tutto quello che vorrei fare.
Che effetto ti fa questa improvvisa popolarità?
La gente mi riconosce, mi ferma, mi chiede delle foto. Da un lato mi fa piacere ricevere complimenti, dall’altro è strano perché non sono abituata e la mia privacy ne risente.
C’è un tour nei tuoi progetti futuri?
Ancora no perché prima di fare un tour dovrei avere dei pezzi miei, io scrivo, faccio musica per raccontare qualcosa di me, prima dovrà esserci un disco di inediti, poi il tour…ci lavoreremo.

 

Queste le date degli Instore di Eva:
Febbraio
4 – cc Carrefour Thiene (VI) - Instore
5 – cc Le Corti Venete – San Martino Buon Albergo – (VR) - Instore
12 – cc MILANOFIORI Assago (MI) - Instore