di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


Racconta la nostalgia del recente passato filtrata con tutto quello che lascia passare quel colino che si chiama cultura 2.0. Lei si chiama Marti Stone e dopo averci accompagnati nella sua filosofia col brano Click n Like Me nei prossimi mesi ci guiderà nel suo mondo con un disco che è praticamente pronto. Piercing al naso, tattoo sul corpo, abbiamo intervistato Marti Stone aspettando ogni domenica alle ore 21.15 su Sky Uno Ink Master Redemption.

 

Marti Stone con la lacrima polivalente sul dito

Marti Stone la abbiamo conosciuta rapper...

Mi sono spostata verso l'elettronica già nel 2010, con l'ultimo singolo ho fatto una eccezione perché il mercato è saturo di trap.
Non mancano toni blues.
Dei passaggi possono apparire retrò ma i testi continuano a parlare di società e socializzazione come sottolineo nel singolo.
Insomma ancora una volta vuole provare a rompere gli schemi.
Una differenza sostanziale rispetto al passato è che ci sono ritornelli in inglese, lingua che per altro ho spesso usato, con la differenza che stavolta ho adottato sonorità più classiche.
Oggi la rete mescola molto le carte.
Da una parte può penalizzare chi ha le qualità per emergere perché rischia di perdersi ma è anche democratica offre opportunità a chiunque di dimostrare il proprio valore.
C'è chi bara.
Lo so. Si comprano le visualizzazione, si prova ad eccellere con la finzione. Ma la rete è anche semplice: crea il reale nel virtuale. Quello che manca è il faccia a faccia. In Click n Like Me ironizzo molto su questo aspetto.
L'inglese serve ad apririsi mercati esteri?
Bisogna guardare all'estero. In Italia il mercato è chiuso ma vale per tutti i generi di arte. All'estero si cresce in una cultura differente che premia la meritocrazia.
E' molto dura.
Nel nostro paese la maggior parte dei progetti si assomigliano. E stavolta parlo di musica. Non abbiamo mai avuto un Michael Jackson. E se ci fosse probabilmente farebbe l'operaio. L'Italia funziona a passaparola. E pullula di cover band.
Cosa accadrà nei prossimi mesi?
Pubblicherò qualche altro singolo, voglio chiudere questo mio periodo artistico e contemporaneamente fare assaggiare qualcosa di quel che sarà.
Può darci dei tempi?
Dopo l'estate il disco. Non sono una da tormentoni estivi. Ci sarà anche, a fine anno un viaggio a Los Angeles per consolidare i legami con quella città ed esibirmi live.
Vuole cambiare il sistema?
Non si cambia. Ma si può crearne un altro. Ci ho provato a cambiare le cose anche con scelte personali ma certi sistemi non sono scalfibili. Ma non perdo la speranza: ne costruisco uno nuovo.

 


Il Teschio Messicano

Ci parla dei suoi tatuaggi?
Intanto c'è il 44 ovvero Four Four che nella lingua della mia terra, Lanciano, significa fuori fuori, si pronuncia fore fore ed è un modo di dire colloquiale per dare del fuori di testa o pazzesco a qualcuno o qualcosa. Sempre nel 2015 ho fatto una goccia sul dito indice della mano destra: è la classica goccia multi-uso. Mettendo il dito sotto l'occhio rappresenta una lacrima, spostandola sotto il naso diventa uno starnuto...spiega che tutto cambia a seconda della prospettiva.
Poi c'è una corda con penna stilografica e jack.
E' un nodo finto. Tirando ipoteticamente le due estremità non si creerebbe un nodo perché musica e scrittura per me vanno separate, non devono essere sempre l'una collegata all'altra.
Cosa rappresenta?
Il mio essere sia songwriter che produttrice musicale e allontana il "blocco dello scrittore" che tutti prima o poi hanno. Il disegno finale ha casualmente ricreato il simbolo zodiacale del toro che è il mio segno.
Nel 2013 arriva la Scimmia Stoned.
E' dedica al periodo passato nel duo Stoned Monkeys, ovvero dal 2009 al 2014 e rappresenta il modo in cui ho sempre visto l'umanità del mio secolo: scimmie "stonate" che agiscono in modo poco lucido, sia nel bene che nel male. La scimmia sembra che stia urlando e ha dei dettagli umani tipici degli anni della mia adolescenza come il cappellino con su scritto "stoned", occhiali da sole, anello all'orecchio, denti d'oro e camicia a quadretti. Il mio nome d'arte ha dato origine al nome del duo quindi "stone" nel cappello è un riferimento a Marti Stone.

 


Scimmia Stoned

Procediamo.
Il triangolo impossibile o penrose triangle con occhio rosso del 2011. Una figura impossibile, la mia preferita, con dentro un occhio rosso. Dice che non bisogna basarsi sulla vista perché molte sono solo illusioni ottiche come questo triangolo appunto.
L'ultimo che ci racconta, che è anche il primo cronologicamente è un teschio messicano con tratto old school iniziato nel 2010.
E' proprio il primo tatuaggio. Il teschio ha la scritta "good luck" nei denti, un cuore capovolto come naso, due diamanti (pietra: stone) negli occhi, lacrime ornamentali e chiave di violino al centro della fronte. Rappresenta il chiodo fisso per la musica, la luce negli occhi che serve per raggiungere i propri obiettivi e quel pizzico di fortuna che serve sempre. Il tutto all'interno di un teschio che ti ricorda che la nostra presenza su questa terra è solo temporanea. Ci tengo a sottolineare che tutti miei i tattoo sono stati realizzati da Suka x Chiodo Fisso Tattoo, tranne il triangolo con occhio rosso realizzato da Riccardo delli Bovi.