di Barbara Ferrara

 

Eccoci giunti all'ottava puntata di 4 Ristoranti che ha visto protagonista in cucina il risotto in tutte le sue declinazioni. Lo chef giramondo Alessandro Borghese ci ha portato alla scoperta del cosiddetto “triangolo del riso”, la zona compresa tra Novara, Vercelli e Pavia dove si concentra il quaranta per cento dell’intera produzione europea di riso. E dove, come è facile intuire, la cucina della tradizione così come quella più innovativa si concentra sulle ricette a base di riso. 

 

 

A vincere la sfida con 112 punti è Paolo Talarico e la sua Trattoria di Paolino aperta con successo otto anni fa. Grazie a un solo punto strappa l'ambito titolo al "rivale" Stefano Benzoni“ che con la sua Tenuta Camillo gli ha dato filo da torcere fino all'ultimo. Una gara sofferta in cui non sono mancati colpi di scena, risate e giudizi al vetriolo da parte di alcuni concorrenti. Abbiamo chiesto a Paolino cosa, secondo lui, ha fatto la differenza permettendogli di vincere e come ha vissuto l'avventura televisiva di 4 Ristoranti, uno riservato come lui che ama la semplicità in tutte le sue forme e odia mettersi in mostra.

 

Cosa ha fatto la differenza permettendole di vincere?
Semplicemente la normalità, da noi ci si sente a casa.
Come definirebbe il suo locale?

Una casa, un posto naturale, senza artefici.
Come nasce la sua passione per la cucina?
Fin da ragazzino, prima ho fatto la scuola, poi le stagioni, la gavetta al ristorante Arianna del maestro Pier Giuseppe Viazzi e ora eccomi qua.
Oltre al premio, cosa ha portato a casa di questa avventura?
Un’esperienza davvero molto bella che per come sono fatto io, non avrei mai pensato di riuscire a fare.
Cosa intende?
Non sono un tipo “da vetrina”, però mi sono dovuto ricredere: è andato tutto talmente alla grande che alla fine mi sentivo parte della troupe.
Esperienza televisiva riuscita?
Sì, nonostante all’inizio fossi un po’ restio, mi sono sentito a mio agio. Sono stati tutti molto bravi e disponibili, mi sarebbe piaciuto fare un giorno in più di registrazioni.
La prima cosa che nota entrando in un ristorante?
L’atmosfera che si respira, l’ambiente percepito. Se c’è un buon oste, si è al sicuro, soprattutto considerando che oggi molti ristoratori fino al giorno prima facevano altri lavori e manca dunque quel valore aggiunto fondamentale.
Oltre a quella italiana, quale cucina apprezza di più?
La cucina francese e quella basca. I grandi classici, le creme, le salse, il foie gras, l’agnello.
Dove trae ispirazione per i suoi piatti?
Da quello che ho davanti, se vado in macelleria e vedo le animelle, le prendo; e avanti con marsala più burro: mi guida l’istinto.
Si aspettava di vincere?
No, fin dal primo giorno ero convinto che vincesse Andrea. In realtà Andrea è stato il meno votato. Sì, però fin dall’inizio mi ha sempre dato l’idea che fosse un fenomeno.
Se potesse andare in vacanza domani?
Premesso che viaggio poco perché non volo, andrei in Francia nella zona del Verdon.
Cosa fa nel tempo libero?
Vado a pescare a mosca nei boschi, nei fiumi, nei torrenti e vado in moto.
Cosa non può mancare nel suo frigo?
Il vino, e le carni.