Un’ampia zona disseminata di piccoli navigli e canali artificiali in cui si producono oltre 7 milioni di quintali di riso, vale a dire il 40% dell’intera produzione europea: parliamo del cosiddetto “triangolo d’oro del riso”, l’area compresa tra Novara, Vercelli e Pavia fa da sfondo all’ottava puntata di “Quattro Ristoranti”. Dal “Carnaroli”, caratterizzato da chicchi grossi e affusolati, al “Roma”, dalla forma più tondeggiante, senza dimenticare l’elevato grado di assorbimento e la ricchezza di amido del “Baldo”: sono moltissime le varietà di riso coltivate in quella che molti definiscono la “Cina d’Europa”, e altrettanto numerose sono le ricette che le vedono protagoniste assolute. Sulle tavole dei ristoranti della zona i risotti sono infatti serviti con numerose salse e abbinamenti, come ha potuto sperimentare Alessandro Borghese, chiamato ad eleggere tra quattro locali quello con i migliori piatti di riso.

 

I concorrenti 

Quattro ristoratori si sono messi alla prova con i loro piatti a base di riso, facendosi ambasciatori di filosofie in cucina molto differenti davanti ad Alessandro Borghese. A Semiana, in provincia di Pavia, Andreia Saito, brasiliana di origini nipponiche, gestisce con il compagno Paolo il ristorante Acquamatta, locale elegante e moderno che sorge in un antico edificio con mulino. Sempre in terra pavese, per la precisione a Bascapè, si trova invece la Tenuta Camillo di Stefano Benzoni, agriturismo di livello specializzato in piatti salutisti e in cui il riso viene servito in tavola abbinato alle verdure di stagione. Andrea Genchi, invece, è proprietario insieme al fratello Michele del ristorante Il bianco e l’Augusto di Vigevano (PV), dove serve piatti tradizionali reinterpretati in chiave moderna. Infine Paolo Talarico, che a Vercelli gestisce La trattoria Paolino, apprezzata in tutta la zona per i risotti che lo chef prepara da oltre 20 anni.

 

La gara 

In una puntata di 4 Ristoranti in cui protagonisti assoluti sono stati i dibattiti sulla mantecatura e la cottura del riso, non sono mancati piccoli imprevisti che hanno reso la gara ancor più “gustosa”. Le ossicine di rane trovate nel piatto con il risotto, o il vino non stappato correttamente sono stati severamente puniti dai ristoratori, ma in altri casi è bastata una battuta per sdrammatizzare l’inconveniente e continuare a servire i propri ospiti. E’ quel che ha fatto Stefano Benzoni quando si è trovato davanti una bottiglia di vino su cui erano riportati tassi di gradazione alcolica differente, uno sulla parte anteriore e l’altro su quella posteriore dell’etichetta: strappando un sorriso ai suoi rivali, ha risolto con eleganza e savoir faire una situazione che avrebbe potuto dargli qualche piccolo problema.

 

Il vincitore

In una sfida punto su punto, è stato Alessandro Borghese a decidere le sorti della puntata. Con la sua votazione lo chef ha ribaltato la classifica provvisoria, incoronando vincitore con 112 punti Paolo Talarico e la sua Trattoria di Paolino, i cui piatti, a detta dello chef giramondo, sono la miglior espressione della cucina di qualità della zona. Si piazza alle sue spalle con 111 punti la “Tenuta Camillo” di Stefano Benzoni, apprezzata per la buona cucina di casa e il servizio easy. Qualche piccola disattenzione nel servizio e nel menù sono costati ad Andreia Saito e alla sua “Acquamatta” il terzo gradino del podio. In ultima posizione “Il bianco e l’Augusto” di Andrea Genchi: gli abbinamenti in cucina non sono stati apprezzati dagli altri concorrenti, che li hanno definiti “fin troppo coraggiosi”.