di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


A MasterChef ci è finito per caso, ma quel "caso" potrebbe cambiargli la vita. Perché Alain Stratta era già mentalmente in fuga dal suo lavoro di perito assicurativo, e ora che si è sfilato il grembiule la sua mente vola verso nuovi lidi, e quello più ambito è la televisione. Abbiamo incontrato Alain poche ore dopo l'eliminazione e lo abbiamo intervistato, aspettando la nuova puntata di MasterChef Italia che approda su Sky Uno giovedì 19 gennaio alle ore 21.15.

Alain, a MasterChef si è trovato (quasi) per caso, vero?
E' stato un gioco. Gli amici, che conoscono la mia passione per la cucina e hanno assaggiato i miei piatti, mi hanno spinto a provarci.
Ora i suoi fornelli saranno ancora più ambiti.
Direi di sì. C'è chi si auto-invita e chi mi invita a casa sua e mi chiede di cucinare.
C'è un ospite che vorrebbe?
Senza dubbio Antonino Cannavacciuolo.
Cucinerebbe per lui?
Il contrario: gli affido i miei fornelli, gli faccio trovare la materia prima e lui cucina per me.
Ha legato con tutti i giudici?
Sì, hanno un ruolo da interpretare. Sono professionisti. Se devo fare una eccezione, aggiungo che Bruno Barbieri mi è parso quello un po' più distaccato, almeno nei miei confronti.
Ora che farà?
Ho tanti pensieri, sto riflettendo su nuovi orizzonti professionali, mi piacerebbe fare televisione, ho un paio di idee.
C'è un ingrediente che ha conosciuto a MasterChef ed è entrato in pianta stabile nella sua cucina?
La paprika affumicata.
Si trova facilmente?
No. Me la sono fatta spedire da un altro concorrente, che poi è colui che me la ha fatta conoscere, dalla Croazia.
I suoi piatti forti?
La selvaggina in generale, cinghiale e capriolo in particolare.
Ristoranti che frequenta?
Vivo in Valle d'Aosta, non ci sono molte opportunità. Da un po' di tempo vado spesso all'Angelo a Settimo Vittone. Fanno una interessante cucina fusion di matrice piemontese.
Chi vincerà?
Ce ne sono quattro o cinque veramente forti.
Il suo favorito?
Roberto Perugini