“L’uno rappresenta l’intelligenza, la lucidità, ostentata con rigore e indiscutibile; l’altro è il bimbo che rotola per terra, che attua una perpetua contestazione ed è la libertà dell'istinto”: con queste parole Federico Fellini descriveva l’essenza del clown bianco e dell’Augusto, caratteristiche che contraddistinguono anche Andrea e Michele Genchi, che proprio come i due celebri pagliacci hanno voluto chiamare il loro ristorante. “Il Bianco e l’Augusto” sorge a Vigevano, in provincia di Pavia, e deve il proprio successo alle personalità spiccate, ma differenti, dei due titolari: si tratta di un locale che riesce ad essere essenziale eppure estroso allo stesso tempo, semplice ma con tratti e peculiarità che lo rendono unico nel suo genere. Tutte caratteristiche che hanno colpito anche Alessandro Borghese, sbarcato nell’ottava puntata di 4 Ristoranti tra Novara, Vercelli e Pavia alla ricerca del miglior ristorante di riso della zona.

 

Una cucina “con carattere” – “Anche in cucina ciascuno di noi due mette in campo la propria personalità” spiega Michele Genchi. Da “Il Bianco e l’Augusto” tradizione e precisione incontrano creatività e innovazione nei piatti serviti in tavola, tutti preparati con ingredienti genuini e di prima scelta. Il menù è particolarmente variegato, e va dagli antipasti della casa ai deliziosi dessert, senza dimenticare il riso, vero protagonista dell'appuntamento di 4 Ristoranti. I clienti possono gustarlo, ad esempio, con crema di zucca o nella versione “golosotto”, cioè con carnaroli superfino, gorgonzola, mele e miele millefiori, o ancora chi preferisce, può accompagnarlo con il persico. Menzione speciale per i secondi di carne: ogni giorno sono serviti deliziosi involtini, saporite quaglie o gustosi hamburger.

 

Arte in tavola - Situato in via Cairoli, poco distante dalla suggestiva piazza ducale di Vigevano con i suoi palazzi rinascimentali, “Il Bianco e l’Augusto” è il luogo perfetto per turisti e visitatori alla ricerca di un luogo in cui rifocillarsi dopo una giornata di escursioni, e rappresenta una tappa obbligatoria per le persone del posto dal palato raffinato, ma anche per Alessandro Borghese. L’ambiente minimal, ma accogliente, ospita anche una grande lavagna su cui ogni mese un artista reinterpreta il Bianco e l’Augusto secondo la sua visione. Per accompagnare le gioie del palato, a quelle degli occhi.