Più sostanza che forma: è questo il motto della Trattoria Paolino, uno dei locali che Alessandro Borghese visita per la ottava puntata di 4 Ristoranti in onda martedì 17 gennaio alle 21,15 su Sky Uno. Questa volta i concorrenti sono chiamati a sfidarsi a colpi di pranzi e cene per aggiudicarsi il titolo di miglior ristorante di riso. Un campo sul quale lo chef e proprietario della Trattoria, Paolo Talarico, per tutti Paolino, si trova particolarmente a suo agio: “Siamo cresciuti nelle risaie, il riso fa parte della nostra cultura, ci scorre nel sangue”. La sua Trattoria, infatti, si trova nel cuore di Vercelli e punta tutto su una cucina genuina e un ambiente senza troppi fronzoli, “un po’ com’erano le piole (osterie, ndr) piemontesi di una volta”.

 

Uno + uno fa sempre due – Aprire una trattoria per Paolino è stata la naturale conseguenza di una vita nel mondo della ristorazione. Una passione nata sin dai tempi della scuola in un istituto alberghiero e portata avanti negli anni con tanta gavetta fino alla decisione di mettersi in proprio. Oggi nel suo locale si divide tra i fornelli e l’accoglienza ai clienti, che coccola con il suo modo di fare gioviale e scanzonato, come appare evidente durante 4 Ristoranti. “La nostra è una convivialità molto naturale e poco artefatta per un’atmosfera rilassata e divertente, che – spiega Paolino - crea le basi ottimali per il vero obiettivo: far mangiare bene il cliente”. Per riuscirci ha deciso di proporre i grandi classici della cucina piemontese con un pizzico di innovazione ma badando sempre alla sostanza, “perché la semplicità paga e uno più uno fa sempre due”. Così la bagna cauda e il risotto con Roccaverano e nocciole d’Alba o al ragù di lumache, come tutte le altre specialità della casa, vengono servite con un impiattamento sobrio che ammicca al palato più che all’occhio.

 

Un tuffo nel passato – Manifesti, quadri, lampadari, tavolini, tutti gli oggetti che arredano la Trattoria Paolino sono una citazione dei tempi andati che in un attimo riportano Alessandro Borgnese negli anni Cinquanta. “Sono pezzi che ho recuperato in giro con l’obiettivo di ricreare l’atmosfera della classica piola piemontese”, spiega il proprietario che, però, ci tiene a specificare che non si tratta “di fare il vezzo al vintage, ma di assecondare uno stile di ristorazione che mi ha sempre affascinato”. La genuinità, infatti, per Paolino è una caratteristica fondamentale anche perché “il cliente se ne accorge se stai recitando una parte che non ti appartiene”.