di Helena Antonelli

 

Nella sesta puntata di 4 Ristoranti, in onda ogni martedì alle 21.15 su Sky Uno, Alessandro Borghese ha messo alla prova i quattro ristoranti con la cucina multiculturale gastronomica di Trieste. Ad aggiudicarsi la vittoria è La Chimera di Bacco di Luca Morgan, un posto dall'atmosfera magica dove i sapori della tradizione triestina vengono riscoperti in chiave innovativa e gourmet. Fondatore e chef insieme, Luca Morgan, gestisce con l’apporto della famiglia e di un piccolo team di giovani collaboratori.


Il ristorante di Luca si nasconde in Via del Pane, una piccola calle del quartiere Ghetto di Trieste, a pochi passi dalla centrale piazza Unità d’Italia e dal lungomare. Dall’ambiente raccolto e dai colori delicati, l’arredamento de La Chimera di Bacco rende la location molto intima e vintage. L’intervista a Luca.
 

 

L’hanno definita lo spauracchio di Trieste!
No non sono così cattivo, è che per me il lavoro è una cosa seria e il cliente è sacro. La cucina poi è come una caserma, se non hai un generale (chef) che comanda, ognuno naviga per gli affari suoi. Noi chef sembriamo cattivi, severi e a volte anche antipatici, ma in realtà è la situazione che lo richiede.
 

Molto criticata è stata anche la sua location, definita un po’ una “bomboniera” da alcuni concorrenti ristoratori.

Dopo l’apertura di un ristorante “rustico”, con La Chimera di Bacco ho voluto puntare sull’eleganza. Desideravo un locale che avesse una sua filosofia e che mantenesse una certa coerenza con gli oggetti d’arredo. Tutto è stato studiato per non stonare, abbiamo dato una linearità. Può piacere come no, accetto tutte le critiche sia positive che negative.
 

C’è un piatto che più le è piaciuto?

La lubianska dell’Antico Spazzacamino è stata perfetta. La ricetta era corretta e lo chef l’ha eseguita molto bene. Ai miei clienti ho detto: se volete mangiare la vera lubianska andate allo Spazzacamino!

C’è stato qualcuno che secondo lei ha giocato di strategia?
No non credo. Abbiamo giudicato quello che abbiamo visto e mangiato senza doppi fini. Io per lo meno sono stato coerente.

 

Cos’è che secondo lei alla fine l’ha premiata?
Credo che rispetto agli altri ristoratori in gara, io e il mio team siamo riusciti a trasmettere un messaggio importante: Fare cucina non è soltanto mettere gli ingredienti nel piatto, ma molto di più! Mi piacerebbe che qualcuno dei miei ex allievi guardasse la puntata per poi darmi un giudizio finale.

La filosofia della sua cucina?
La nostra cucina è quella dei vecchi sapori. Guardiamo alle vecchie ricette per portarle poi alle abitudini culinarie odierne, andando a sostituire ingredienti che nel tempo si sono evoluti. Non esageriamo mai, cerchiamo di fare quello che sappiamo.