“La mia cucina è fatta di griglia, quercia e fuoco”. È così che si presenta Massimo Minutelli, imprenditore con una sfrenata passione per la gastronomia. La griglia di Varrone, il suo ristorante in via Tocqueville, nel cuore della movida Milanese, è una miscela perfetta tra dettaglio, materia prima e atmosfera. Al centro del progetto ci sono i migliori tagli di carne provenienti da tutto il mondo, cotti all’interno di una grande griglia di design che rappresenta il cuore pulsante del locale. Una tecnica di cottura che è il terreno di scontro della settima puntata di 4 Ristoranti, che martedì 10 gennaio alle 21,15 su Sky Uno arriva a Milano per consentire allo chef Alessandro Borghese di incoronare il miglior ristorante di carne alla griglia della città.

Il mondo come laboratorio – Massimo ha avuto la fortuna di viaggiare tanto e da ogni paese in cui è stato ha portato via qualche spunto prezioso da poter rielaborare e riproporre in una chiave originale. La griglia di Varrone nasce dalla voglia di fondere anime diverse e culture culinarie agli antipodi solo all’apparenza. Così nel locale prendono forma sentori e gusti che partono dalla Sicilia, passano per le “regioni della carne” la Toscana e la Lombardia, e concludono il loro viaggio in Spagna, Francia e Danimarca. Il risultato davanti agli occhi dei concorrenti di 4 Ristoranti è un’ampia scelta di razze bovine tra le più pregiate al mondo, come ad esempio la Black Angus americana, l’Australiana, la Wagyu e la Fassona Piemontese. Ma per soddisfare il cliente non basta l’ottima qualità della materia prima, “bisogna saper ascoltare”. Per questa ragione “il nostro obiettivo prima di prendere un’ordinazione – spiega Massimo – è capire se una persona predilige un taglio più magro o se ne apprezza uno con delle marezzature di grasso più forti. In questo modo riusciamo a consigliare il prodotto migliore e a soddisfare il cliente”.

L’atmosfera –
All’interno de La griglia di Varrone cucina e design sono stati pensati per realizzare un percorso culinario all’insegna dalla "cultura del gusto". Per questa ragione Massimo Minutelli si è affidato alla genialità dell’architetto Diego Perusko che ha realizzato un locale unico nel suo genere. Pochi passi dopo la soglia, infatti, Alessandro Borghese scopre il teatro della griglia, dove entra in scena prepotente il fuoco alimentato con il legno di quercia. Elemento, il legno, che è presente anche sul soffitto sotto forma di grandi cubi che conferiscono a La griglia di Varrone una grande armonia. Un’atra caratteristica del locale è la profondità dello spazio che si percepisce sin dalla strada e che si articola con ritmi diversi per terminare la sua corsa in un dehors circondato da bambù. Vera chicca del ristorante, però, è la cella frigorifera che è esposta in sala e che mette in vetrina, come fossero gioielli preziosi, i diversi tagli di carne.