di Paolo Crespi

 

Medley festa-lizio in apertura dell’ultima puntata, la numero 50, di questa prima serie di Edicola Fiore, con tanto di trenino dentro e fuori lo studio e rischio denuncia per schiamazzi (“l’81esima”) sulle note gospel di “Happy day”. Poi, dice Fiorello, “da domani ognuno di noi tornerà al mestiere che faceva prima: io a quello di showman, Meloccaro a Sky Sport in versione Ken di Barbie…”.

 

 

Ma a dispetto del clima da ultimo giorno di scuola-lavoro, sono ancora i titoli dei giornali di carta, promossi e riciclati fin dalla prima puntata (“grazie soprattutto alla nostra attrice numero uno, la Cofanel”) a tenere banco nella rassegna dell’Edicola. Si parla inevitabilmente di sindaci, sia a Milano che a Roma, dove nonostante le rassicuranti dichiarazioni della Raggi (“siamo sereni, è un attacco…”), ecco spuntare dalla perquisizione in Campidoglio addirittura “tre cugini di Alemanno” rimasti lì, pare, dai tempi del sindaco che spalava la neve in prima persona: “lo chiamavano Pala Eur…”. E a Milano la faccenda non è meno seria, con il sindaco Sala che si autosospende dopo la notizia dell’indagine che lo coinvolge per il reato di “falso materiale” nel maxi-appalto dell’Expò. “Vuol dire come si fanno le cose”, spiega Fiorello a Meloccaro: “Perché l’Albero della Vita io l’ho visto mentre lo tiravano su: c’era Giovanni Muciaccia che diceva prendete del legno e delle cassette della frutta, mettete della carta da giornale, impastate… fatto!”.

 

 

Si riparla anche di “istruzione” per il caso del neo ministro alla medesima, Valeria Fedeli: dopo la laurea sembra che manchi all’appello anche la maturità… “ma dove l’hanno presa questa, a Italia’s Got Talent?”. E di Alberto Tomba, che lunedì ne “fa 50” (buon compleanno!) ma non è del tutto convinto: “io con la mia Panda faccio gli 80!”, protesta in diretta il super campione. Fotonotizia flash per Alessandra Moretti del Pd, che invece di sedere nel consiglio regionale del Veneto si è data malata per partecipare a un matrimonio a Jaipur, in India: “troppo facile accusare: io ogni volta che ho la bronchite vado in India”, la difende il conduttore: “perché lì ci sono i santoni, l’aria buona, le vacche sacre… e poi, vuoi mettere la curry terapia?”.

 

 

Ma ecco irrompere in diretta, per un ultimo, doppio collegamento, gli amici iPad più fedeli dell’Edicola: Gabriele Muccino in una camera d’albergo di Cape Town, Sudafrica, e Nicola Savino nel milanesissimo Piazzale Baracca, a caccia anche stavolta di fioristi ed edicolanti da molestare on the go... E non può mancare un pot-pourri di montaggio con i volti noti dei cinquanta e più ospiti che hanno visitato il programma di Sky dal 10 ottobre a oggi: in carne ed ossa come Gianni Morandi, “capitano infortunato che cadendo in giardino si è fratturato tre costole ma se le è riaggiustate da solo” o in collegamento audio come Sabrina (Germani) Ferilli, che da vera comunista si appresta a festeggiare il 25 dicembre come “il giorno in cui si celebra la nascita del figlio di due proletari…” e si congeda dal programma con un “sia lodato Fidel, sempre sia lodato”.

 

Per un’imitata che sfuma c’è un super imitato che invece si materializza in studio e si riprende parte del merito del suo successo di tormentone mediatico. E’ il produttore di cinepanettoni e presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis che non perde tempo e dialogando pacatamente con il suo focoso imitatore cerca di assoldarlo per un remake di “Camping”, di Zeffirelli, magari questa volta con la regia di Muccino…

 

Pit stop musicale al bollino rosso con “Magnetico” dell’emergente Stefano Scandaletti, poi intervista lampo al “topo ringiovanito” grazie agli esperimenti americani che puntano a fermare l’orologio biologico anche nella specie umana. Nell’ultimo minuto di trasmissione (“non si sa se dell’anno o di sempre”) un reminder di Fiorello-De Laurentiis: “A Natale andremo tutti al cinema a vedere “Natale a Londra - Dio salvi la regina… e se non incassa, Dio salvi Lillo & Greg!”. Sigla finale. Per ora…