Il Natale si avvicina e anche per Alessandro Borghese è tempo di prepararsi al cenone: nella quarta puntata di 4 Ristoranti, in onda martedì 20 dicembre alle 21.15 su Sky Uno, lo chef è in Trentino, alla ricerca della cena natalizia più curiosa e particolare. Per farlo si muove tra le valli di una terra magica, dove paesaggio e gastronomia sono inscindibili e regalano ai visitatori un’esperienza unica.

La magia del Natale - La cena di Natale evoca il calore della legna che arde in un camino, davanti a una tavola imbandita a festa che è ancora più accogliente se fuori nevica o fa molto freddo. Il Trentino ha tutte le carte in regola per essere la location perfetta per l'appuntamento di 4 Ristoranti: montagne innevate, baite di legno arredate come una volta, stufe e camini da cui arriva il crepitio della legna e i deliziosi piatti di una cucina che per tradizione ha il compito di scaldare il cuore e il palato contro il gelo invernale. Tra zuppe ricche e gustose, carni dal sapore deciso e dolci golosi, ai ristoratori trentini non mancano certo gli ingredienti per dare ai pasti natalizi un gusto speciale. Senza dimenticare i vini delle colline trentine e altoatesine, dolci pendii perfetti per le vigne di Merlot e Teroldego fra i rossi, Nosiola e Sauvignon fra i bianchi.

Gastronomia di confine -
Per la sua posizione geografica, quella di una regione incastonata fra le montagne al confine tra Austria e Italia, il Trentino ha sviluppato una storia culinaria particolare, fondendo le ricette delle montagne tirolesi con i sapori in arrivo dalla pianura Padana. Fino a cento anni fa le province di Trento e Bolzano facevano parte dell’Impero austro-ungarico e austriache o tedesche sono le origini di molti piatti tipici, che spesso al nome originale ne affiancano ora uno italiano: si parte dai Knödel, i tradizionali canederli di pane in brodo farciti con spinaci e formaggio o con lo speck, che nasce in queste valli, prima di colonizzare le tavole di tutto il mondo. Carne, patate e cipolle, le basi della cucina di ogni popolazione di lingua tedesca, si ritrovano tutte insieme nel Grostl, grassa padellata con burro ed erbe che garantisce energia per tutta la giornata. Grazie agli influssi lombardi nascono invece specialità come la “Polenta carbonera”, impreziosita da salamelle e formaggio, o come il Trentingrana, cugino di quello padano, ma fatto con latte di montagna: la leggenda vuole che sia stato importato in queste valli da un casaro trentino innamorato di una ragazza di Mantova.

In viaggio tra le montagne - Alessandro Borghese e i suoi ospiti hanno modo di apprezzare gli splendidi panorami di Terzolas e Cogolo di Pejo in val di Sole e di Coredo di Predaia, in val di Non, prima di arrampicarsi fino ai 1550 metri sul livello del mare di Madonna di Campiglio, favoloso balcone fra le Dolomiti di Brenta e le Alpi dell’Adamello. Se l’occhio vuole la sua parte, però, la bocca non è da meno. Alla “Sissi Stube” di Cogolo di Pejo comandano i patti tirolesi, dai ravioli di patate e prugne “Sohlutzkrapfen”, all’immancabile strudel di mele: tutti gustati in una sala da pranzo in legno d’altri tempi. Volte a crociera in pietra e larice antico costituiscono invece la location de “Alla corte dei Toldi” di Terzolas, dove i fratelli Daprà si divertono ad abbinare ai piatti della tradizione sapori decisamente esotici per il Trentino, come la tartare di salmone al pistacchio di Bronte o i gamberi gratinati con maionese alla curcuma. Per tornare all’ortodossia della tradizione basta poi spostarsi al “Solarium Predaia" di Coredo. Canederli, malfatti, bocconcini di cervo e speck: una rassegna della gastronomia trentina conclusa in bellezza dal “Selten", il pane di frutta con uva, mandorla e cedro che è da secoli il dolce natalizio delle famiglie locali. E come non apprezzare gli gnocchi di ricotta “Fiocco di neve” o la fondue con carne e patate della “Home Stube” di Madonna di Campiglio? Tra piatti fumanti e baite di legno, Alessandro Borghese ha ottimi motivi per amare ancora di più il Natale.