di Massimo Vallorani

 

Penultimo venerdì ad Edicola Fiore che ufficialmente si chiuderà ( almeno per ora) il prossimo 16 dicembre.  Questo però non guasta l’umore di Fiorello e Meloccaro che come sempre riescono ad rallegrarci con il loro travolgente buonumore. Ad affiancarli virtualmente c’è in collegamento, via tablet, Gabriele Muccino che invita  la “barista” Francesca a cantare. Naturalmente lei non si fa pregare intonando egregiamente Firework di Katy Perry.

Dopo l’immancabile sigla in versione natalizia affidata a Jovanotti, Fiorello in giacca rossa,  non nasconde il suo dispiacere per la prossima chiusura del programma. Un fax spedito da una telespettatrice non fa che sottolineare l’atmosfera del “rompete le righe” prossimo venturo, ma naturalmente sempre all’insegna del divertimento: “Sapere che fra una settimana finisce Edicola Fiore è come andare in bagno e accorgersi che è finita la carta igienica”.

In conseguenza di ciò, il duo Fiorello- Meloccaro, autodefinitosi per l’occasione  “carta igienica a doppio velo” passa alla lettura delle notizie dei giornali, che ancora una volta sono pieni di indiscrezioni politiche sul governo che si farà, sulle consultazioni in corso dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e sugli improbabili “sfigati” che si accingono a salire sul colle del Quirinale. 

Per l’occasione il rapper Otello, un amico di Edicola Fiore improvvisa un rap proprio sulle consultazioni. Ma a stupirci è Gabriele Muccino che, in collegamento dal Sudafrica, improvvisa, a suo modo, un’aria della Madama Butterfly di Puccini, appena andata in scena con grande successo alla Prima della Scala di Milano.

Tra un tentativo di Cesare Cremonini di insegnarci a fare i tortellini, la notizia che Chef Cracco ha aperto un nuovo ristorante a Cracovia dal nome “Craccovia” ( “e non è una battuta”, dice Fiorello), l’imitazione di Virginia Raggi e di Giorgia Meloni nella voce perfetta di Gabriella Germani, è il momento dell’ospite di questa puntata. Il grande musicista Enzo Avitabile e suoi “Bottari”. Una travolgente performance a suon di sax e percussioni che, non solo dimostra il grandissimo talento dell'artista partenopeo, ma mette a repentaglio, parola di Fiorello, la pazienza dei condomini di via Flaminia.

Un’ ultima annotazione: dopo molto tempo Fiorello è tornato a fare una sua imitazione storica: quella di Ignazio la Russa. Infatti, dopo aver letto la notizia presa dal Messaggero di Roma che una persona aveva scavalcato la recinzione dell’Altare della Patria e aver fatto il saluto fascista (poi arrestato), non poteva mancare l’imitazione del sempreverde ”Ignaziooooo”.
E naturalmente dopo sono solo risate e tanto buon umore. Marchio di fabbrica dell'inarrivabile Fiorello. Ma questa non è una novità.