di Paolo Crespi

 

Anteprima all’adiaccio, con Emma che “occhialeggia” alle spalle del mattiniero conduttore poi, al posto di Jovanotti, va in onda una ricca sigla di montaggio dedicata agli amici natalati da parte dell’Edicola del buonumore “che fin dall’alba fa un gran rumore, e il vicinato lo sa… ci manderanno tutti a fare… Buon Natale!”,  in perfetto stile musical, con tanto di buon proposito finale: “e quando incarti i-re-ga-li, usa i giornali… sempre dopo averli letti!”.

 

Nella puntata odierna, la prima nell’Italia senza governo (“e che sarà mai, in Spagna ci hanno fatto il boom economico!”), Edicola Fiore effettua un veloce slalom (“gli italiani non ne possono più”) fra i titoli dei quotidiani, dando la palma al “Grasso che cola”, scherzando sul clima da assalto alla diligenza rimasta senza cocchiere e archiviando come non pervenute le reazioni afone di Romano Prodi (nell’imitazione di Fiorello) a chi lo ha indicato come possibile premier di transizione al posto di Renzi. Indugia un po’ di più sul redivivo Cnel, il “Consiglio nazionale dell’energia e del lavoro” (come incespica il di solito preparatissimo Meloccaro) salvato dalla vittoria del NO che ne avrebbe bocciato la rottamazione perché “hanno riconosciuto il nostro valore”, come ha dichiarato il suo presidente Delio Napoleone. Salvo aggiungere che “poteva essere una Waterloo!”.

 

In regia, intanto, rottamato Sorrentino e pure il suo vice Muccino, è un’assonnata Emma Marrone in “principino di Galles” a prendere le redini del comando dando la linea al bollino rosso, dove al posto di Benjo & Fede è pronto a scippare la sigla il nuovo duo Emilio - Fede (indovina chi sono?). Omaggio degli amici romani agli amici di Milano e alla sacralità della loro festa del 7 dicembre: “i milanesi lavorano sempre, ma quando c’è Sant’Ambroeus partono il lunedì e tornano l’anno dopo… si fanno il ponte di Ferrazzano!” e bacchettata ai giovani amici giapponesi: “non potete venire a Venezia e gettarvi nel Canal Grande dal ponte degli Scalzi con la tavola da surf: per caso io vengo a Fukushima a farmi il bagno?”, ironizza il conduttore  visualizzando già la scia chimica che si lascerebbe dietro… Battute in dialetto (Fiorello ha la moglie veneziana) sui “ganser” e i “pope” che nella Serenissima governano il traffico delle gondole, poi un doveroso aggiornamento sul buon esito dell’appello di Antonello Venditti che l’altro ieri in trasmissione chiedeva una targa per la casa romana di Lucio Dalla, dove sono nati capolavori come “La sera dei miracoli”: detto… cantato, all’Edicola si fa così.

 

Dopo una convincente esibizione al bollino rosso dei Musica da ripostiglio (chiamarsi “da camera” sembrava eccessivo al gruppo toscano), che simpaticamente si propongono come “l’alternativa al divano e allo sbadiglio”, è il momento per Diz il depresso di una freddura sui medici legali premiata con un bacio dalla Moglie der dottore. Poi tocca a una sconsolata Maria Elena Boschi, per la prima volta a Edicola Fiore, dire la sua (per interposta Gabriella Germani) sulla riforma costituzionale che porta il suo nome: “sinceramente sono delusa: si dice tanto che in Italia non legge nessuno e proprio la mia riforma vi dovevate andare a leggere?”.

 

La diretta dell’Edicola si avvia allegramente al finale con una più pimpante Emma Marrone che lascia la postazione in regia ed entra trionfalmente in studio scavalcando addirittura il tavolo per accomodandosi fra i conduttori sul refrein di “Quando le canzoni finiranno”. Dodici dischi di platino, tre milioni di like e… un manipolo di fans assiderati che aspettano sul marciapiede di poter entrare per partecipare con lei all’edizione serale del programma di Sky Uno. Tanto si sa, “Il paradiso non esiste”…