Forse Alessandro Borghese per un attimo può essersi immaginato nei panni di un nobile spagnolo con la sua corte al seguito all'arrivo presso la Masseria Melcarne di Surbo (Lecce), uno dei locali della terza puntata di 4 Ristoranti, in onda martedì 13 dicembre alle 21.15. Il ristorante fa infatti parte di un agriturismo nato intorno a una caratteristica torre seicentesca, costruita quando il Salento era sotto il dominio degli Aragonesi.

 

Da masseria ad agriturismo - Il nome “Masseria Melcarne” è antichissimo, visto che si trova in un documento di vendita del 1653. In quell’anno Giulio Pepe, barone di Surbo, acquistò un ampio edificio con corti, giardini e dependance nella campagna a nord della città di Lecce. Con il passare del tempo, la proprietà del barone è diventata un’azienda agricola che coltiva 60 ettari di terreno e che ha investito su un agriturismo per far conoscere ai visitatori i prodotti della propria terra. Ci si arriva deviando dalla provinciale e passando attraverso i filari di ulivi che caratterizzano le campagne del Salento.

 

Cucina a chilometro zero - L’atmosfera rustica e la ventata di storia che si respirano alla Masseria Melcarne non sono l’unico punto di forza del ristorante. Il menù, basato su una rigorosa tradizione salentina, comprende molti prodotti a chilometro (letteralmente) zero: l’azienda agricola produce olio, olive, miele e frutta che dai campi adiacenti finiscono direttamente nella cucina del ristorante. Anche gli altri alimenti impiegati sono pugliesi in tutto e per tutto, dai vini, Primitivo e Negroamaro, alla salsiccia di maiale locale.

 

Scazzamureddhu e tradizione locale - Se la location è evocativa, le portate della Masseria Melcarne non sono da meno. Elisabetta Grassi, la proprietaria dell’azienda agricola e del ristorante, conosciuta da tutti come “Betty”, e Francesco Leo puntano da sempre su ricette classiche della gastronomia regionale. I tortelloni alle paparine selvatiche, ad esempio, permettono di mettere in tavola un’erba spontanea che era nutrimento abituale nelle famiglie di contadini di questa zona. Ma anche i taglierini di pasta fresca con ricotta e pancetta o i maccheroni di grano duro con paté di olive Celline, rappresentano una primizia del Salento, che in questo agriturismo trova terreno fertile per crescere e mani sapienti per la raccolta. Dalla tradizione locale arriva anche il nome dell’antipasto più famoso dell’agriturismo: lo Scazzamureddhu dal nome di un folletto dispettoso che popola i racconti delle nonne salentine, ma anche il marchio di fabbrica della Masseria Melcarne. Come il piccolo essere tormentava uomini e animali, così lo chef della masseria stuzzica i suoi ospiti con “frittini” di verdure e formaggio in extravergine d’oliva, accompagnati da bocconcini di pollo e pancetta arrotolata. Una tentazione a cui Alessandro Borghese e i suoi commensali non sono in grado di resistere.