di Paolo Crespi

 

Si apre al banco delle prime colazioni con una serie di impeccabili imitazioni a comando, da Benigni a Papaleo, da Pieraccioni e De Sica, del versatile Leonardo Fiaschi (tra i big di “Tale e quale show” 2016), che sbalordiscono Fiorello, Meloccoro e gli avventori del bar Ambassador. Poi la prima puntata di dicembre si apre con un medley in perfetto stile natalizio che prelude alla consueta lettura ironica e destrutturata dei quotidiani…

In pole position sempre il referendum che monopolizza l’attenzione in questi ultimi giorni di campagna e di “endorsement”. Il più pesante è quello, arrivato solo ieri (“come mai, dormiva?”), dell’ex presidente del consiglio Romano Prodi, cui fa eco sul fronte dell’opposizione interna del Pd un’enigmatica battuta dell’ex segretario Pierluigi Bersani “io non succhio l’osso… cosa avrà voluto dire veramente?”. E l’offerta di Silvio Berlusconi: “Se Renzi perde, lo prendo come annunciatore a Mediaset”. Ma potrebbe fare anche il conduttore, del resto il programma per lui c’è già: “Tu no que vales!”.

Negli Stati Uniti, intanto, è iniziato l’auto spoiling system ed ecco il primo titolo contraffatto, subito smascherato da Fiorello, della storia dell’Edicola: Trump: “Lascio tutte le mie aziende a Lapo” (le due ultime parole aggiunte a pennarello da Ruggero). Strane rinunce anche da parte del nostro Ministero della Giustizia, che ha lasciato cadere la richiesta di estradizione dalla Norvegia del Mullah Krekar, presunto terrorista, subito scarcerato a Oslo. Sintetico il commento di Fiorello: “Amici Mullah…”.

Nel frattempo sull’iPad si collega da casa, circondato dai suoi amati libri, il bravo attore e multiforme Gianluca Guidi, “il giovane più vecchio d’Italia”, visto ultimamente anche su Sky nella fiction “The Young Pope” dov’era Padre Amatucci, il “pretino” che legge il labiale del Papa. “Ci sarai anche nella seconda serie?”, gli chiede l’amico Flower. “Sì”, annuisce come di consueto dalla regia, tra gli applausi, il povero Sorrentino, uomo-ostaggio del programma in onda fino al 16 dicembre.

E’ poi la volta della derattizzazione della Capitale a base di prodotti tipici (dall’amatriciana al grasso di maiale!) con il commento gourmand, a botta calda, del verace “topo romano” di Edicola Fiore e della psiconews sui vegani che protestano per la presenza di grassi animali nella produzione delle banconote europee: “e allora prendetevi i dollari, che sono verdi”. A inaugurare il set natalizio del boulin rouge c’è il giovane cantautore di Latina Calcutta (al secolo Edoardo d’Erme) che canta una strofa di “Frosinone” e passa dal bar per rifocillarsi con una cioccolata calda… Ma anche Guidi mostra le sue doti vocali sfidando il ritardo della rete Internet per esibirsi in remoto, dal salotto di casa, in un pezzo di swing accennato al volo dal musicista di studio.

Il finale, a sorpresa, è l’arrivo di Syria, superospite musicale che raggiunge il traguardo dell’Edicola con la complicità di una “diretta” di Sky TG 24 in cui confessa al giornalista Alessio Viola il suo incontenibile desiderio di partecipare a una puntata del programma di Fiorello. Grande accoglienza, con mini intervista, zoom sui vistosi tatuaggi (“Fedez in confronto è un dilettante”), promo di “Islanda”, il suo ultimo singolo, e chiusura (momentanea) in bellezza sulle note di “L’amore è”, successo sanremese scritto per lei a suo tempo da Jovanotti, che sostituisce degnamente la sigla. A stasera, per il molto che le resta da cantare.