di Barbara Ferrara

 

L’attesissima prima puntata ambientata in Emilia, terra di cappelletti, tagliatelle, tortellini, prestigiose acetaie e patria del formaggio a pasta dura più apprezzato di tutto il mondo, ci ha portato alla riscoperta di una cucina dalle tradizioni antiche e dai sapori autentici. Alessandro Borghese, lo chef più rock del piccolo schermo ha incoronato il primo vincitore di questa nuova stagione di 4 Ristoranti. E’ Andrea Medici e la passione per la cucina ce l’ha nel sangue. Lavora sodo da vent’anni e da vent’anni con lo stesso entusiasmo. “Hanno iniziato i miei genitori nel 1985, a fare panini e pranzi veloci, poi mi sono aggiunto io e siamo arrivati a oggi. L'amore e l'interesse per questo mestiere arriva dalla nonna di mia nonna”.


L’Osteria in Scandiano ha sbaragliato la concorrenza di Marta in cucina, Mentana 104 e dell’Antica Osteria Vecchia Pirri si è aggiudicato l’ambito titolo per la miglior pasta fresca della via Emilia e, come ha sottolineato chef Borghese, ci ha fatto emozionare.

In attesa del prossimo appuntamento con 4 Ristoranti, su Sky Uno, tutti i martedì alle 21.15, abbiamo intervistato Andrea Medici per conoscerlo più da vicino e scoprire che segreti in cucina alla fin fine “non ne esistono”.

 

Come spenderà il palio vinto?
Investirò nel locale nuovo, ci trasferiamo in una location migliore. Cambiamo indirizzo ma restiamo sempre noi e resta tutto uguale. Era già in progetto prima ancora che venissi contattato.
Un ricordo indelebile di questa sua esperienza?
Aver fatto piangere Marta (la titolare di Marta in Cucina ndr) davanti ai miei cappelletti, è stato il momento più emozionante e toccante, per entrambi credo. Non lo dimentico.
Al ballottaggio con Marta cosa secondo lei è stato fondamentale?
Ho giocato le mie carte, con tutta onestà. Sapevo quale fosse il nostro valore e ho giocato senza nascondermi. Ho giocato pulito, senza criticare o elogiare troppo i miei colleghi. L’onestà innanzitutto.
La lezione più grande che le hanno insegnato i suoi genitori?
L’umiltà, la passione, l’onestà, dire sempre la verità senza trucchi, a carte scoperte. E nel programma siamo esattamente come siamo nella vita di tutti i giorni, autentici.
Il suo cavallo di battaglia? 
I cappelletti. È il piatto della tradizione, della domenica e della nonna, c’è tutta una storia dietro. Su questo piatto siamo quasi imbattibili.
Il segreto di questo piatto?
Un vero e proprio segreto non esiste: ognuno li fa in modo diverso, noi abbiamo trovato il connubio giusto tra il brodo e la pasta e il ripieno. Tutto qua. 
Cosa ha apprezzato negli altri concorrenti?
La professionalità, siamo tutti dei professionisti nel nostro settore. 
La prima cosa che nota entrando in un ristorante?
L’ambiente, questo da un’impronta chiara su dove sei entrato. Almeno così dovrebbe essere.
C’è una cucina che ama, al di là di quella nostrana?
Io sono innamorato della nostra terra, la cucina italiana è la migliore, i francesi sono più bravi a vendersi, ma non come prodotti.
Cosa non può mancare nel suo frigo?
Il Parmigiano Reggiano, un ingrediente che nella nostra cucina emiliana non manca mai.
Il piatto della sua infanzia?
Le tagliatelle al ragù bianco che mi faceva mia nonna quasi tutti i giorni quando andavo da lei. 
Cos’è la sua cucina?
Innazitutto emozione, e amore. La cucina non è solo innovazione e stupore.