di Paolo Crespi

 

Dopo un’anteprima ad alta quota con un omaggio all’Edicola di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro che canta “Lo sai da qui” sullo sfondo dello skyline di Manhattan ancora immersa nel buio, la puntata n° 36 del programma di Fiorello & Meloccaro fa una fermata in periferia (romana) per raccattare la coppia di conduttori di ritorno all’alba da un’improbabile notte brava in discoteca. A bordo di un bus di linea (la 883) l’incontro del tutto fortuito con il super ospite musicale di oggi. Congedato Max Pezzali, che si allunga un attimo alla volta di Mantova (il capoluogo lombardo ha spodestato Trento ai vertici della classifica delle città italiane con “la miglior qualità della vita”), i due edicolanti scendono in via Flaminia dove li aspetta un’altra dura mezz’ora di lavoro fra le pile dei quotidiani di oggi.

 

In prima pagina naturalmente i titoli contrapposti su Fidel Castro (“rivoluzionario o dittatore? Probabilmente entrambe le cose. Ma cosa aggiungere, ha detto tutto Gianni Minà!”), l’ipotesi governo tecnico in caso di vittoria dei NO al referendum del 4 dicembre e soprattutto il ritorno, per ora solo televisivo (nel salotto di Barbara d’Urso), di Silvio Berlusconi. L’ex cavaliere è un fiume in piena: “Meloccaro? Sempre piaciuto, uno che sa il fard suo. E pensare che avevo già appeso i tacchi al chiodo… Ma ora rifaccio tutto: Milano 2, la Mondadori, il Milan… Anche la conduttrice di ieri me la rifaccio (nel senso dell’amicizia)”. Per un referendum ancora in bilico, c’è ne uno invece già “spogliato” con la vittoria del NO, in Svizzera, alla chiusura delle centrali nucleari: “Amici cioccolatieri, amici orologiai… ma voi dite no a tutto! Ai frontalieri italiani, alla fine del nucleare, e pure al colesterolo… Accerchiati da voi e dalla Francia va a finire che le centrali le apriamo pure noi, che di queste cose ce ne intendiamo. Se poi non funzionano bene, al limite accendiamo dei ventilatori…”.

Per fortuna ci sono le notizie di alleggerimento, come quella dell’enorme (Pa)squalo pescato nel Golfo di Napoli e subito intervistato, in esclusiva, dalla redazione dell’Edicola: “A Napoli tengo famiglia ed essendo sotto Natale ci sono tornato per salutare due miei cugini capitoni prima che finiscano nel brodo o nell’insalata di rinforzo. Sapete quanti ne ho già persi così?”. E lo show dal boulin rouge di Benjo & Fede che ai loro fan in continuo aumento dedicano una sgangherata versione di “Ventiquattromila baci” (Sanremo 1961) che li manda in crisi di tonalità e prelude forse a una separazione del duo, con l’inizio di una nuova, brillante carriera di solisti. E di crisi si parla anche in casa Benetton, con l’uscita di scena di Alessandro in disaccordo (pure lui) con lo zio Gilberto. E’ la fine di un’epoca… quella dei pullover made in Italy. “Ne ho viste di tutti i colori”, avrebbe detto il manager per motivare la sua drastica scelta.

 

Stacco di regia (dell’impareggiabile Sorrentino che ultimamente non sbaglia un colpo) sull’angolo Festival-bar ed ecco ricomparire Pezzali, reduce da una prima colazione mantovana a base di stracotto d’asino e tortei co’ la suca. Amarcord di un Festival italiano vinto in coppia con Fiorello nella notte dei tempi, poi l’ex 883 canta in playback “Nord Sud Ovest Est” prima di entrare trionfalmente in studio per chiudere l’Edicola del mattino scherzando con il conduttore su “Non lo so”, il nuovo album in promozione, salutando l’ex collega Repetto (“non serve la reunion: siamo rimasti amici e quando lui non è a Parigi ci vediamo sempre”) e fare un micro live del suo pezzo bandiera: “Sei un mito”. A stasera!