di Massimo Vallorani

Alessandro Borghese ha appena compiuto 40 anni (lo scorso 19 novembre) ma a dispetto della sua età, dimostra sempre un’energia da ragazzo e trasmette, parlandoci, divertimento e passione per il suo lavoro. Uno chef dalle mille risorse che coniuga il suo tanto lavoro in tv con una linea di pasta fresca insieme a libri, compilation e a breve anche con un ristorante (e scuola di cucina) a Milano dal nome eloquente: Il lusso della semplicità. Ma soprattutto c’è la terza stagione di Alessandro Borghese 4 Ristoranti, al via il 29 novembre alle 21.15 su Sky Uno. In tutto, 10 puntate in cui torna a girare l'Italia mettendo in gara ogni sera quattro ristoratori di una stessa area geografica, dal Lago di Garda alla cucina di confine triestina, dalle masserie pugliesi agli ingredienti del bosco della Valtellina. E per la prima volta quest'anno approderà anche all'estero, alla scoperta delle realtà italiane più originali a Londra.

Nel corso delle edizioni di 4 Ristoranti, ha coinvolto 104 ristoranti, ha incontrato 500 ristoratori, 20.000 Km percorsi e ben 1250 portate assaggiate. Di questo suo lungo viaggio cosa le è rimasto dentro?
Tanto, soprattutto perché questo viaggio è senza fine e spero che prosegua per molto tempo. Dal Trentino al Lago di Garda, da Nord a Sud, l’Italia è un Paese che ti sorprende sempre, anche e soprattutto nel cibo. Perché il cibo, il cucinare in sé è davvero una forma d’arte. L’unica che si distrugge… perché la mangiamo!. Senza scherzi, c’è sempre qualcosa da scoprire e si imparano sempre cose nuove.
 

Sempre in questa terza stagione lei ha giocato anche in Europa. Ci sarà una tappa a Londra dove verranno visitati 4 ristoranti italiani? Mi racconta un po' come è andata?Bene, molto bene! A Londra ho trovato dei ristoratori italiani di prima, seconda e terza generazione, davvero di livello. Quello che mi ha colpito è l’entusiasmo di queste persone.

 

La prima sfida dei questa terza stagione si gioca sulla pasta fresca. Mi pare di capire che si vuol partire dalla tradizione. Che cosa significa in cucina la tradizione?

Senza la tradizione non può esistere una buona cucina. Si deve partire dalle basi per cercare di migliorarsi e poi, soltanto dopo si può innovare. E per tradizione intento dire che bisogna conoscere anche quello che c’è intorno a te. Ovvero il territorio circostante e le sue peculiarità.

La prima cosa che noti entrando in un ristorante?
Sono un buon osservatore ma certo quello che mi salta subito all’occhio è se il ristorante dove mangio ha una buona illuminazione.
 

In tante interviste ha raccontato che la musica ha ispirato la sua cucina. E il cinema?
Cinema e cucina sono un connubio perfetto. Penso che esistano centinaia o anche di più di film ispirati dal cibo. Intanto dallo scorso 21 novembre va in onda il mio programma ''Alessandro Borghese Kitchen Sound'' (da lunedì a venerdì alle 13 NdR). Sicuramente lì avremmo modo di parlare di cinema e cucina.
 

Immaginiamoci una cena impossibile: per chi vorrebbe cucinare?
Per Valentino Rossi. Un omaggio alla sua terra, alla Romagna.

Una curiosità: c'è stata una volta che ha perso le staffe in cucina e perché?
Tantissime volte. Una cosa che davvero non sopporto è la confusione in cucina. E’ forse una delle cose che un ristoratore dovrebbe non fare mai.