di Paolo Crespi

 

Aggredito per strada da un’esuberante Gianna Nannini in vena di strapazzarlo un po’ in anteprima, fuori dal campo visivo del cellulare, Fiorello apre la puntata odierna cantando il super classico di Mina “Nessuno, ti giuro nessuno, nemmeno il destino ci può separare…”: sembra un inno a Meloccaro (truccato da se stesso) e lo è, in generale, al sodalizio con la bella squadra che è la vera forza del programma di Sky Uno. Compresa la quinta colonna di Jovanotti, una volta tanto live per intonare la lirica sigla dall’ormai celebre bollino rosso, che sta all’Edicola come la “pedana” ai primatisti del lancio del peso…

 

Quanto alle prime pagine giornali, core business della quotidiana rassegna del buonumore, mai come oggi “repetita iuvant”. Fiorello: “ieri abbiamo cominciato con il Vaticano, oggi ci tocca nuovamente parlare del Papa, che dice che i preti potranno sposarsi finalmente a una certa età… ah no, quello era Lucio”. “Ma potranno sempre assolvere donne e medici che praticano l’aborto”, frena Meloccaro come Fazio alle battute della Litizzetto, che però, alla fine, scappano sempre: “futti futti ca dio perdona tutti”, chiosa Fiorello con un vecchio proverbio siciliano precursore dei tempi…

 

Nella miscellanea di notizie c’è un pensiero per gli “amici di Equitalia”, vittima di un attacco hacker che ha tuttavia risparmiato i dati sensibili delle famigerate cartelle, uno sguardo al nuovo idillio Putin-Trump, con la definitiva normalizzazione dei rapporti fra i rispettivi paesi (“quindi torneremo alla Guerra Fredda?”), e un affettuoso scambio di confidenze in casa Sarkozy, dopo il flop dell’ex inquilino dell’Eliseo alle primarie del suo centrodestra: “cambio lavoro” annuncia Nicolas, “cambio marito”, risponde Carlà…

 

Sul fronte interno fioccano da una parte e dall’altra gli endorsement per il referendum del prossimo 4 dicembre (ma “quando li fanno è statisticamente provato che vincono gli altri”, avverte Fiorello) ed è il turno delle telegiornalista sportiva Ilaria (Gabriella) D’Amico: “Dico sì perché la costituzione non è una cosa sacra, eterna, come lo è invece il portiere della nazionale di calcio, cambiare quello sì che sarebbe blasfemo…”. Ma fanno notizia anche i cinghiali sorpresi a Roma sotto casa di Renato Zero (“Lui chi è?!”) e il furto della Panda di Alberto Tomba prontamente recuperata dai Carabinieri (“si muoveva a slalom nel traffico”).

 

Da non perdere (in replica) il servizio di Giovanni Vernia sul “timbra ed esci” da un noto ufficio pubblico della capitale e l’esibizione dal bollino rosso dell’emergente Symo, che fa ballare tutti al ritmo della sua voce black dall’anima romana. E naturalmente il finale (che è solo un antipasto) con la presenza tra bar e studio della grande Gianna Nannini: la super ospite musicale attacca di prima mattina “Bello e impossibile” (“era l’epoca del petrolio, pensavo a Gheddafi quando ho composto la canzone…”), sconsiglia la sua autobiografia fresca di stampa dal titolo programmatico “Cazzimiei” e duetta con Fiorello in “Io vagabondo” dei Nomadi prima di congedare il pubblico alle 8.05 con una versione soft, da dolce risveglio, di “Sei nell’anima”. E ci resti per sempre…