di Paolo Crespi

 

Anteprima con inseguimento, all’alba del quarto lunedì di novembre: “Filippetta” (nome de plume, in realtà si chiamerebbe Francesca), la milanese stanata nel dietro le quinte dell’Edicola, di cui segue la produzione, e data in pasto alla diretta, minaccia Fiorello di non firmare la liberatoria. Ma ormai, “a sua insaputa”, ha già pronunciato il santo del giorno e lanciato la pubblicità…

Sigla ufficiale, poi gli edicolanti scatenati tornano in studio e dopo aver fatto a pezzi la pubblicità natalizia che da ieri ha invaso gli schermi (“l’avrete notato, è tutto diverso, perfino lo spot della pomata per le emorroidi”), si concentrano sulle notizie che fanno le prime pagine dei quotidiani di oggi. Dall’Atalanta wow! che nel weekend calcistico fa il pieno di punti sbarrando alla Roma la strada dello scudetto, ai sogni della Merkel che in Germania ci riprova (a candidarsi) per la quarta volta “come Carlo Conti a Sanremo”. Dal Papa, quello vero, che chiude simbolicamente il lucchetto della Porta Santa sul Giubileo (definito “flop” da qualche organo di stampa che ragiona in termini di share) e getta le chiavi… a Ponte Milvio, allo scivolone dei grillini falsari, semplici dilettanti per Fiorello, che ai tempi della scuola firmava giustificazioni a gogò: “sapevo imitare alla perfezione le firme dei genitori di tutti i miei compagni di classe…”. Ma c’è anche un’ultimora su Berlusconi che racconterà, pare, la vera storia della sua vita a Netflix: “è la risposta a (Sodoma e) Gomorra…”.

 

E’ il momento iPad ed ecco in collegamento l’eroico Valerio Staffelli in uno dei suoi classici “appostamenti strisciaioli” per consegnare il Tapiro al malcapitato di turno, che per prudenza non svela al pubblico dell’Edicola: la rosa dei premiati si restringe comunque a tre papabili: “De Luca per le belle parole alla Bindi, Grillo per le firme taroccate. Magalli per la gaffe sui calabresi”. Vedremo come andrà a finire… Ad alleggerire la tensione c’è un’intervista telefonica di Meloccaro al El Chapo: il narcotrafficante messicano balzato agli onori delle cronache dopo l’elezione di Trump si è preparato in galera un pranzetto light: “aio, oio e anfetamine” e per il figlioletto El Niño una più tranquilla “impetata di coca”.

 

Stacco pubblicitario con la Cofanella che “dopo averlo letto” mostra come usare il giornale di carta per rifare il fondo alla gabbietta del canarino. La linea passa poi all’esterno, dove in corso Francia c’è lui, The Voice, il Barry White italiano, che nel suo perfetto aplomb anglosassone (con tanto di bombetta e baffo arricciato alla Vittorio Emanuele II) canta al bluetooth karaoke le prime suadenti note di “This is What You Are”, uno dei suoi cavalli di battaglia inserito nel nuovo doppio album “Best of Soul”… Trattasi naturalmente dell’inimitabile (nemmeno da Fiorello) Mario Biondi, il super ospite musicale con cui passeremo, c’è da scomettere, una fantastica puntatona serale…