di Paolo Crespi

Anteprima fuori Edicola con una rappresentanza degli sfollati di Arquata del Tronto, la città marchigiana colpita lo scorso agosto dal terremoto, che si presentano a sorpresa con tanto di felpa promozionale di Capo d’Acqua, una delle località più disastrate, prodotta e indossata per non farsi dimenticare dall’industria della notizia: “scusate se vi devo lasciare all’aperto, ma tanto voi ci siete abituati”, è la battuta di Fiorello che li ospita come può e li invita comunque a restare nei paraggi, portandoli più volte ad esempio durante la diretta di questa 30a puntata.

E’ venerdì ed ecco allora una prima news positiva, “da weekend”: “Sulla Terra ci restano altri 1000 anni. Poi andremo su Marte”, è il titolo estrapolato da una previsione del grande  astrofisico Stephen Hawking. “Ma… ci saranno ancora i Pooh?” E soprattutto, è vero che “faremo le Olimpiadi nel 3016”, come ha subito rilanciato la Raggi a Malagò?”. Poi è la politica a prendere il sopravvento: dalla furibonda querelle fuorionda Bindi/De Luca (“eh no, non si dice governatore! Però, quante volte io ho pensato di Meloccaro “questo l’ammazzerei”, dopo una sua seduta di trucco?”), al confronto ancora più aspro fra il brextannico Johnson e l’italiano Calenda (il ministro degli esteri inglese contro il nostro ministro dello sviluppo economico) subito ribattezzata dai giornali “la guerra del prosecco”. “Non lo volete più? E allora lo spritz fatevelo con il porridge!” è la risposta dell’Edicola all’avventato isolazionismo dell’ex socio dell’Unione.

Nel frattempo, in zona bar, Elisa (super ospite musicale di oggi, in tenuta militaresca con quel  basco sulle ventitrè che fa tanto Che Guevara) spezza, da buona friulana, una lancia a favore delle bollicine nostrane mentre scalda l’ugola per il playback di “Eppure sentire” e dialoga a distanza con Gabriele Muccino – novello “Siri” del programma di Sky Uno, collegato in iPad dalla notte di Los Angeles – rimembrando i bei tempi della loro collaborazione per colonna sonora di “Ricordati di me”, quarto film dell’estroverso regista romano, diventato ormai una quinta colonna americana della rassegna mattutina di Fiorello e company. Molto applaudito anche l’intervento dei Capone Bungt & Bungt, che si esibiscono al bollino rosso con i loro efficacissimi strumenti di bricolage attorniati dai testimonial della frazione di Capo d’Acqua e “aiutati” nel live dalle percussioni ancora più estemporanee di Fiorello & Meloccaro.

Ma le news incalzano ed ecco allora il grande ritorno di Hillary, che struccata e a reti unificate benedice il suo grande Paese e già che c’è anche gli abitanti di via Flaminia, la polemica su Fabio Fazio che per par condicio pre-elettorale, dopo Renzi, è costretto a invitare in trasmissione anche “il Signor NO”, e un personale scoop di Fiorello sulle ultime puntate (in onda stasera su Sky Atlantic”) della prima serie di “The Young Pope”: “ma è chiaro, morto un papa… se ne fa un altro!”. Finale in bellezza con venti secondi di “No Hero”, dall’ultimo album di Elisa che stasera darà e dirà molto di più in compagnia di Fiorello e dei musicanti dell’Edicola. Stay tuned.