di Barbara Ferrara

 

Silva Forte è un talento naturale di origini capoverdiane cresciuta in fretta in giro per il mondo a pane, scuola e Cesária Évora. Grazie alla “diva a piedi nudi” scopre la sua passione per la musica. Partecipa a X Factor perché sente che ha qualcosa da dire e lo fa col botto: la sua avventura sul palco dei casting ha inizio con una standing ovation per il suo inedito con una strofa in portoghese. Ed è proprio cantando nella sua seconda lingua che giovedì 10 novembre esce sconfitta dalla gara canora. Nonostante sia una delle voci migliori di questa edizione, non regge lo scontro con il rapper Loomy, pupillo di Arisa. Life on Mars di David Bowie nella versione di Seu Jorge in portoghese non le ha portato fortuna e davanti all’infausto verdetto il suo giudice resta incredulo, si rammarica sbigottito: “Far uscire una voce come la sua al terzo live non è possibile”. E sono in molti a pensarlo nonostante il "no" di Alvaro e quello di Fedez che critica aspramente la scelta di Manuel: “Cantare David Bowie in portoghese mi fa lo stesso effetto di Gomorra doppiato in coreano, avrei evitato questo narcisismo inutile”. 


Molti, e non solo il tuo giudice, ti vedevano tra i finalisti: ti aspettavi di uscire? 
Devo essere sincera, non me lo aspettavo per niente, proprio per attitudine mia personale. Non volevo pensare al fatto di uscire, meglio non pensare troppo alle cose brutte. 

E’ stata dura abbandonare il palco?
In realtà ho vissuto un momento di saluto con il mio giudice molto bello. Mi è dispiaciuto che lui fosse dispiaciuto. Ho più cercato il suo sguardo, l’intesa e la conferma del bel lavoro fatto insieme. 

Secondo te ha influito la scelta del brano di Bowie tanto criticata?
No, secondo me è stato un po’ il gioco dei giudici di tirare acqua al proprio mulino. Credo che sia stato più semplicemente un discorso di strategie.

Cosa ti ha insegnato Manuel?
In questo momento mi aiuta pensare a quello che Manuel mi diceva sempre: “Non dobbiamo snaturarci, ma stare in quello che vogliamo dare di noi, dobbiamo far passare l’immagine e l’idea musicale che abbiamo di noi. Perché queste rimarranno sempre".

Per chi fai il tifo adesso?
Per Eva, l’altra femminuccia della squadra.

C’è qualcuno con cui hai legato di più?
Con Fem, ma solo perché eravamo in camera insieme e si è creata un’intimità diversa rispetto agli altri concorrenti.

C’è stato un momento particolarmente difficile all’interno del loft?
In generale facevo fatica a rimanere sempre in mezzo a tutti: sono un tipo piuttosto solitario e indipendente.

Sei stata criticata per la tua apparente freddezza, sorridevi poco sul palco.   
Nel loft con gli altri non era così, comunque credo che non si possa dire di conoscere una persona perché non hai visto un sorriso: io pensavo di parlare attraverso la mia musica e la mia voce. Invece mi sono dimenticata che c’erano le telecamere e forse avrei dovuto essere un po’ più strategica anch’io. 

Vuoi dire che ti sei mostrata per quello che sei e forse questo non ha pagato? 
Mi sono comportata con naturalezza, la mia attitudine è quella di accogliere: alla fine siamo qui tutti con lo stesso obiettivo: sopravvivere ed essere felici. 

Qualcosa di cui ti rammarichi?
Di non aver potuto cantare il italiano. 

Una canzone per tutte?
"Dio come ti amo" di Modugno.