di Paolo Crespi

 

Il giorno dopo la vittoria di “Trac”, come Fiorello e Agonia hanno ribattezzato il nuovo inquilino della Casa Bianca (“appena entrato ha marcato il territorio facendo pipì nell’orto di Michelle”), è un’acclamatissima Cofanella ad aprire in stile annunciatrice della tv in bianco e nero la puntata odierna dell’Edicola.

A fare spettacolo, nei primi istanti del rassegna stampa, sono naturalmente i titoli delle prime pagine dei quotidiani, in una gamma di sfumature che va da “Trump, uno di noi” ad “American Psycho” e da “Yes, we Trump” a “The House of Horrors”. Mescolato agli headline, anche il faccione di Bob De Niro, che prima del voto aveva fatto il suo endorsement al contrario e ora si prepara all’esilio: che farà il grande attore una volta in Italia? Quello che fanno tutti gli americani un po’ disorientati quando arrivano da noi: “Qui prende, qui non prende, qui prende…”, pronostica Fiorello con l’accento del pioniere Bruce Willis. Ma tra gli americani che non partono “il più devastato è Bill, che ora si ritrova Illary tutto il giorno a casa, non dev’essere facile…”.

 

Il primo stacco musicale è con il gruppo folk rock brasileiro dei Selton, che si esibiscono brevemente dal bollino rosso e sono immediatamente scritturati dai conduttori per l’edizione serale. Poi in trasmissione irrompe dall’iPad l’ospite seriale Nicola Savino, in giro per Roma in Vespa con il casco d’ordinanza e lo smartphone per gli eventuali collegamenti (“tu fai la tua vita, casomai ti chiamiamo noi”). “Stravolgente” è il commento sull’esito elettorale che riesce a strappare a un edicolante vero prima di correre al suo scooter parcheggiato con le chiavi ancora nel quadro. Al suo posto prende da linea il presidentessa della Camera Laura (Gabriella) Boldrini, che all’indirizzo di Trump lancia un bel “sessista!”. E precisa: “sessista lui e sessisti voi che dite Stati Uniti, uniti tra voi maschi contro noi donne… la Statua della Libertà per voi non deve avere in mano la torcia ma uno straccio delle pulizie!”.

 

Cinque secondi di silenzio per il presidente del Coni Giovanni Malagò che manca anche il traguardo dei 97 milioni per la Ryder Cup prima, promessi poi ritirati nel decreto fiscale del nostro governo: “è accanimento terapeutico”, solidarizza Fiorello, che subito dopo, intervistato da Meloccaro, barrisce nell’imitazione dell’elefante a rischio di estinzione “anche se sa contare meglio di noi”. Nuova ineguagliabile performance canora al bollino rosso della coppia Benjo e Fede (“Vorrei la pelle nera”) e notizia flash meneghina su Joy, l’albero di Natale che illuminerà Piazza Duomo con 54mila led: “accendi l’albero e si spegne Quarto Oggiaro”, fanno due più due gli edicolanti scatenati del giovedì. Chiusura in bellezza (“e in altezza”) con il super ospite musicale Giovanni Caccamo: il cantautore di Modica si autoaccompagna alla tastiera nel finale di “Siamo soli”, duetta con il conterraneo Fiorello nell’imitazione del suo mentore Franco Battiato, intona il “plagio timbrico” di Raphael Gualazzi in “L’estate di John Wayne” e chiude trionfalmente con la hit personale “Ritornerò da te”. Promo della “lobby siciliana” per i live di “X-Factor” che andranno in onda stasera dopo l’Edicola e infine, lanciata dalla “percussione vivente” Daniel (uno dei Selton), “sigla!”. A più tardi.