di Barbara Ferrara

 

Dall’automobilismo alle maratone, dalle gare ai ritiri, dai trionfi olimpici di Londra 2012 a quelli delle Hawaii da Iron Man, fino ad arrivare agli ultimi successi dei Giochi di Rio 2016: “50 x Rio” ripercorre le tappe più significative della vita di un uomo che a cinquant’anni si sente ancora un ragazzino e ha ancora molto da dare, a se stesso e agli altri. Un uomo che contro ogni pronostico e come un’Araba Fenice ha saputo rinascere dalle sue stesse ceneri.

 

Il 15 settembre 2001 durante una gara di Formula Cart al Lausitzring in Germania, la sua auto viene travolta ad altissima velocità dalla monoposto di Alex Tagliani, dopo lo schianto, il pilota bolognese perde le gambe, resta per più di cinquanta minuti con meno di un litro di sangue nel corpo. Subisce sette arresti cardiaci e innumerevoli interventi chirurgici. Trascorre otto giorni in coma e riceve l’estrema unzione: nessuno, né Dio né la scienza, crede che Zanardi si possa salvare la pelle. Ma si sbagliano tutti: dopo circa due mesi viene dimesso.

 

Grazie alla riabilitazione e due protesi, vince la sfida contro la morte e torna a casa. Trasforma i suoi limiti in risorse, scende in pista a distanza di un anno e a distanza di due, torna sulla stessa pista dell’incidente: non è solo un gesto catartico, ma l’inizio della sua seconda vita. Completa simbolicamente la gara, registra tempi da record e ricomincia a vivere, con la stessa inarrestabile forza che gli scorre nelle vene fin da bambino. Quando per non deludere suo padre si butta in acqua senza saper nuotare e riesce a non annegare. Del resto, come gli ha insegnato papà Dino: “Il vento in poppa può anche arrivare, ma tu devi essere pronto a prenderlo”. E una cosa è certa, Alex Zanardi non si è mai fatto trovare impreparato all’appuntamento. Né ieri e né mai. Sarebbe contro natura per l'ex pilota di Formula 1, vincitore di tre medaglie nell'handbike alle Paralimpiadi di Rio 2016 considerato un mito vivente davanti al quale si resta senza parole.

 

E' da pochi (ri)partire da zero attraverso la propria disabilità, lasciarsi alle spalle il passato, vivere nel presente e proiettarsi nel futuro considerando l’inferno subìto “un corso accelerato di vita”. Il segreto di Alex Zanardi? Vivere il presente con passione, guardare sempre alla prossima meta godendosi il viaggio perché “se non ti sai godere il percorso, alla fine non ci arrivi”.