di Paolo Crespi

 

 

“Ricordiamolo con un sorriso, ce ne ha regalati tanti”. Nel giorno del commiato, Fiorello e la sua Edicola fanno il loro omaggio al grande Dario Fo: anteprima con le lezioni di “grammelot” impartite al bar (“un modo di parlare con cui non si dice niente ma si fanno capire tante cose”) e chiassosa apertura di puntata (“un minuto di silenzio l’avrebbe fatto incazzare”) con il ritornello di “El purtava i scarp de tennis”, intramontabile classico della coppia Fo-Jannacci. Dai giornali solo un titolo, del Manifesto, che li rappresenta tutti: “Maestro buffo”, poi un ricordo personale del conduttore: la presentazione a Venezia di “Johan Padan” (il film di animazione ispirato all’omonima opera teatrale del premio Nobel, in cui Fiorello prestava la voce al protagonista da giovane), con Fo che faceva da buttadentro per portare un po’ di gente nella sala semivuota della proiezione… “indimenticabile”. Applauso corale, anche per la notizia della staffetta con il Nobel, sempre per la letteratura, assegnato proprio ieri a Bob Dylan . “I premi non si discutono, si rosicano”, è la chiosa allo scontento con cui il gotha degli scrittori l’ha in parte accolta…

 

Interferenza audio: è Michael Bublé che karaoka sul marciapiede del bar Ambassador sulla base di “I Got You Under My Skin”, di Cole Porter. “Pensate – esclama Fiorello abbracciandolo – ha dormito solo un’ora per stare aqui con nosotros!”. Siparietto in spagnolo, lingua comune (“l’ho imparato guardando Narcos, la serie tv…”), poi mentre l’amico va in branda a riposare, Fiorello e Meloccari riprendono il filo della rassegna stampa. Non si può sorvolare su Trump: “Trump contro l’Onu, Trump contro Schwarzeneger, Trump contro Gozilla, il ritorno di Trump… gli hanno dato anche del ‘polipo’! Ma i polipi hanno reagito: Trump a chi?”. E nemmeno ignorare le scaramucce sulle Olimpiadi: “Torino si aggiudica quelle degli ‘over 35’? E a Roma rispondiamo con le ‘over 70’: costano poco, durano anche poco: i 10 metri piani, giro del palazzo, passeggiata a ostacoli, lancio della prostata…”. E sempre a proposito di sport, frizzi e lazzi sulla nuova moto di Barberà, sostituto dell’infortunato Iannone: “correrà su Belen 750, carrozzata Rodriguez”.

 

Dal Gran Premio del Giappone al topolino che infesta, nonostante le numerose trappole, la buvette del Parlamento inglese. Nell’intervista scoop di Meloccaro, il sorcio di Westminster dall’accento siculo dichiara apertamente le sue bellicose intenzioni: defecare su porridge, the delle cinque, chiave inglese e altre inviolabili istituzioni d’Oltremanica. Segue la telecronaca in diretta dell’appassionante palleggio outdoor fra la campionessa di tennis Roberta Vinci, finalista US Open 2015, e Rosario Fiorello, finalista del torneo del suo condominio…  ma i colpi di migliori sono del redivivo Michael Bublé, che a sorpresa afferra la racchetta e conclude onorevolmente il match. 

 

Con l’orologio della puntata oltre il minuto 15 c’è spazio per le dichiarazioni della presidentessa della camera Laura Boldrini (imitata da Gabriella Germani) che solidarizza con la decisione della regione Sardegna di convertire al femminile tutte le cariche istituzionali ricoperte da donne: è stato fatto un passo importante ma bisogna fare di più, perché “in Italia ci sono ancora regioni che si chiamano il Lazio, il Molise, il Veneto…”. E per una testimonianza personale di Fiorello sul giro di coca tra i vip romani: “I giornali parlano anche di un ristorante dove sono stato con mia moglie. Lì in effetti ho sentito qualcosa di strano, poi tornati a casa abbiamo fatto l’amore per 9 ore e 5 minuti. Ecco, ci sono ancora 9 ore che non mi tornano…”. Per esaurire il tema i nostri danno voce alle intercettazioni con cui i maldestri pusher si sarebbero fatti beccare (“mi figlia è malata, mi porti 10 scatole di Efferalgan?”), poi si parla di tecnologia immaginando i movimenti di Pepper, primo robot social, dotato di “modem Cecchetto” per simulare i movimenti umani: dormire, salutare, clacson, a sua sorella…

 

Gran Finale con Michael Bublé che interpreta se stesso al bar dell’Edicola sulle note di “Nobody but me” e, in attesa di registrare i minuti extra per la puntatona serale, si produce nel doveroso omaggio al Nobel di Bob Dylan: “Knockin’ on Heaven’s Door”, cantato in coro, in stile Phil Collins, da tutta la squadra… Prima della sigla, trenta secondi di “Johan Padan” versione cartoon. A lunedì.