di Paolo Crespi

 

Cinquantamila edicole… il prologo canoro di oggi è affidato a Nina Zilli, prima ospite donna della nuova serie che apre da sola, in “bluetooth karaoke”, esterno alba, la terza puntata di Edicola Fiore. Dentro Fiorello e “cerone l’africano” Meloccari (“è solo una spennellatina…”) esultano per il successo annunciato del programma che “riapre e aumenta il suo pubblico” prima di fare il consueto spot per i giornali di carta, decantandone questa volta le possibilità creative di riuso: per fare cappellini di carta, per lavare i vetri, per asciugare l’umidità all’interno delle scarpe… 

 

Prima del riciclo, la doverosa lettura ai titoli del giorno. Il caso Samsung si liquida in fretta: consiglio spicciolo agli utenti degli smartphone difettosi (“riconvertiteli in stufette portatili scaldamani per l’inverno”) e collegamento con Cupertino per sondare la reazione del concorrente Apple (tripudio sulle note di “Meu amigo Charlie”). Poi, però, nella nostra emeroteca preferita (“sai cosa significa?”, chiede Fiorello a Meloccaro) si parla di settimana della pace, del rapporto Renzi-Bersani e del regalo di Natale che il premier vorrebbe fare in anticipo al collega-avversario di partito: un Samsung. Con la promessa: “Ti chiamo io…”.

 

Sempre in tema di pace un pensiero per Maradona, che stasera, dallo stadio olimpico, in omaggio al papa argentino tenterà di infilare un goal direttamente nella Porta Santa, e uno per la coppia Baglioni-Morandi: il loro concerto in Vaticano si chiamerà “Cardinali coraggiosi”.  E via all’omaggio con il duetto in studio tra il “Meloccaro ceronato” munito di chitarra e l’ex ministro Cancellieri (in effige) che cantano un verso per uno l’intramontabile “E tu”.

 

Siparietto familiare con gli ospiti iPad di mercoledì mattina, Beppe Fiorello e Picchio (Pierfrancesco) Favino che  per esigenze di fiction (le riprese del film “Chi m’ha visto” di Alessandro Ponti) convivono temporaneamente in una masseria pugliese, poi si torna a parlare di Roma: dalle buche presidiate dai vigili con una fantomatica “macchina tappabuchi” ai sinceri “auguri” alla capitale del presidente del Coni Malagò che ispirandosi a Obama pensa anche a una possibile spedizione di Virginia Raggi su Marte. Ma è il sindaco in persona a intervenire all’Edicola con la complicità di Gabriella Germani: parte con una difficile declinazione al passato remoto, “malagai, malagasti, malagò”, poi annuncia una grande pista ciclabile da realizzare sui tettucci delle auto perennemente bloccate nel traffico, infine, per spiegare lo svantaggio della capitale nei confronti di Milano parla apertamente del rischio Renzi: “i turisti hanno paura di trovarselo dietro un angolo che li minaccia con una pistola per farli votare sì”. Democratico dibattito in studio fra pro e contro il quesito referendario, poi puntatina sull’attualità internazionale con il titolo dedicato a Johnny Frog (Giovanni Rana), il nostro “signore dei tortelli” che sbarca in America con le sue specialità.

 

Il collegamento con il segnalatore di eventi Giovanni Vernia è dalla ricca Brianza con il trend della rapina in villa a mano armata con l’imprenditore che non può difendersi e il malvivente (brianzolo) che può dare libero sfogo a tutta la sua creatività. Ma i guai capitolini sono una tentazione irresistibile per la squadra di Fiorello (Rosario) ed ecco il tormentone Massimino Colomban, neo assessore alle partecipate, che per Roma propone “il modello Venezia… tanto fa acqua da tutte le parti” e promette di cambiare tutto anche in Regione: “fora i Zingaretti dal Lazio”.

 

Gli ultimi minuti sono in compagnia della “Fraschetta”, alias Nina Zilli, che nella puntatona di stasera canterà, con le tonalità giuste, alcuni dei grandi classici ma che, con la sigla jovanottesca che incombe, si limita a farsi un “selfaroid” con Fiorello (“eri un mito inavvicinabile quando venivo a vedere il tuo show con mio nonno”) e a invitare Favino che imita benissimo Mastroianni  (“come here, Marcello!), mentre l’altro Fiorello cucina le ormai classiche uova al tegamino dall’Ipad. Stay tuned.