di Paolo Crespi

 

Ore 7.30: a Roma c’è un freschetto stimolante e l’ingresso al bar Ambassador è in stile Karaoke sulle note di “ogni mattina, uo,uo” (dal successo d’annata dell’Equipe 84 “Io ho in mente te”) per la coppia Fiorello e Meloccari che si concede qualche minuto di “stupidera” prima di attaccare la quotidiana rassegna stampa del buonumore. Il tormentone oggi è il “fard rock” praticato per esigenze di scena dal giornalista di Sky Sport, che il titolare di Edicola Fiore propone anche come testimonial per il prossimo “fertility day” .

Sigla, poi la seconda puntata entra nel vivo con un nuovo appello a comprare i giornali di carta (“se le notizie non ci piacciono li possiamo sempre strappare in diretta”) e un imperdibile medley dei Gemelli di Guidonia dedicato alle principali testate nazionali. Lo zapping sull’attualità passa dal cuore della politica con affermazioni involontariamente comiche come quella del premier Renzi su “Basta divisioni perché fuori di qui il mondo è inquieto” a notizie di alleggerimento tipo “Pusher offre spinello a commissario di polizia” che è “come chiedere un fiammifero a una guardia forestale”, commenta Fiorello.

Un attimo dopo l’Edicola  si collega con l’ospite Ipad di turno, l’attore Fabio De Luigi, rintanato con l’occhio “staffellato” in un angolo buio della sua casa romagnola per non disturbare i figli che dormono al piano di sopra: si scherza sull’età ed ecco spuntare la fiammella di un accendino per festeggiare l’alba del suo quarantanovesimo compleanno. A fargli gli auguri nientemeno del ritratto parlante dell’ex ministro Cancellieri, che troneggia nello studio del programma.  Sullo sfondo spunta anche un bel pezzo di divano: “E’ un De Luigi XVI… una copia”,  svela l’ospite in chiusura di collegamento.

Altro titolo da prima pagina l’arresto di Fabrizio Corona. “I soldi nel controsoffitto… e che sarà mai” provano a giustificare i conduttori… “Ma con tutto quello che si dice delle banche oggi, tu non ci metteresti i soldi? Ma poi, il motto di Corona qual era? Testa alta… e allora! E poi, scusate, facciamo lavorare anche le imprese di ristrutturazione!”

La news successiva riguarda il fantasma del frate che abiterebbe ancora le stanze del Campidoglio (nonostante la disinfestazione ordinata a suo tempo, a spese de contribuenti, dalla giunta Alemanno) cercando inutilmente di smuovere l’imperturbabilità del sindaco pentastellato Virgina Raggi. Maggiore spavento, nella parodia di Fiorello, lo spettro del monaco l’avrebbe ottenuto minacciando il presidente del Coni Malagò: “Quarda che io camperò altri 400 anni: forse sono l’unico che vedrà l’Olimpiade… uhuh”.

Il collegamento esterno è ancora dedicato alla città eterna, con l’osservatore romano Riccardo Rossi in giro per l’Italia a caccia di confronti con altre capitali: sul treno per Torino incontra “per caso” Mario Calabresi: “Le altre città italiane sono molto più noiose, sempre le stesse facce. Invece a Roma non trovi mai lo stesso assessore… non ce la fai a cambiarlo tutti i giorni? Fai il casting e lo cambi una volta al mese!”, è il contributo all’inchiesta del direttore di Repubblica.

Stacco ed ecco inquadrato di spalle, mentre prende il primo caffè della giornata al bancone del bar dell’Edicola l’ospite d’onore Filippo Timi, già protagonista della serie tv di Sky “I delitti del BarLume” in cui è l'irresistibile barista-detective. In comune, nei nostri bar, abbiamo i vecchietti, lo stuzzica Fiorello, che subito dopo lo coinvolge nel playback del tormentone anni ’80 (vinse un’edizione del Festivalbar) “Vamos a la playa”, con tanto di maschere di carta con i connotati di Ilary e Trump calate sul viso: “siete i Righeira 2.0”, commentano da studio. Ci si avvia alla conclusione perché il meglio, in veste di cantante, l’amico attore lo darà nella puntata aumentata di questa sera. Prima della sigla finale c’è tempo ancora per un accenno canoro a una hit di Julio Iglesias: “La valigia sul letto, quella di un lungo viagghio…” .

 

Guarda qui la prima puntata di Edicola Fiore

 

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