di Helena Antonelli

 

Si accendono i fuochi e le fiamme nella cucina più temuta del mondo della tv, la terza edizione di Hell’s Kitchen Italia ti aspetta dal 4 ottobre, ogni martedì alle 21.15 su Sky Uno. L’edizione italiana del celebre format americano che ha trasformato Gordon Ramsay nello chef più temibile del mondo, riprende fedelmente il format originario confermandosi come uno dei cooking show di maggior successo. Anche per la terza stagione, sedici professionisti del mondo della cucina divisi in due squadre, otto uomini e otto donne si contendono l’ambito premio: al vincitore la possibilità di diventare Executive Chef presso il ristorante "Il Giardino" del JW Marriott Venice Resort & Spa, situato a Venezia, nella splendida cornice dell'Isola delle Rose, la più giovane delle isole Veneziane, fondata nel 1870.


Alla guida di Hell’s Kitchen Italia il bello e tenebroso Carlo Cracco, non solo chef ma mentore, insegnante e giudice. Dallo sguardo sempre attento, con toni secchi rilascia sentenze definitive, dice quello che deve dire e d’altronde lui lo può fare perché nella cucina di Hell’s Kitchen è il “capo”. L’intervista

 

 

Cosa ci attende nella terza edizione di Hell’s Kitchen Italia?
Un bel po’ di novità, a partire dal casting composto da concorrenti ricchi di esperienza e formazioni lavorative diverse. Avremo poi un cliente fisso, “un rompiscatole” presente alle prove che in questa edizione sono più complesse. Dimunuiscono le esterne ma sono più concentrate.

Obiettivi prefissati?
Allargare gli orizzonti dei ragazzi e di conseguenza la loro formazione. Oltre alla cucina italiana e internazionale in questa edizione andiamo a scoprire nuovi menu e lo faremo prima di tutto attraverso grandi chef.

Un bel mix di culture, cucine e progetti diversi.
In ogni puntata vengono a trovarci grandi nomi della ristorazione, da Miguel Schiaffino, chef peruviano, a Carlo Spinelli. Una scelta curiosa quella di Spinelli che ci porterà alla scoperta di un mondo non molto conosciuto dove è “normale” mangiare insetti. Quando si tratta di alimentazione l’assurdità è un concetto molto relativo.

Nell’elenco degli ospiti spicca Massimo Bottura, la stella osannata il cui nome è sulla bocca di tutti!
Io e Massimo siamo amici, ci stimiamo molto e sono contento che abbia accettato il mio invito. Grazie alla sua straordinaria apertura mentale e alla sua illuminazione Massimo Bottura ci regalerà prima una prova in cucina dove saranno i ragazzi a creare il menu e poi un’esterna al Refettorio Ambrosiano, uno dei momenti più intensi di questa edizione di Hell’s Kitcken.

E' più difficile salire in vetta o rimanerci?
Ad arrivare si può arrivare, il difficile è rimanerci anche se, ma questo vale in cucina come nella vita, non si è mai arrivati, bisogna lavorare per raggiungere altri traguardi.

Nella creazione di un piatto cosa conta di più lo studio o l’idea?
Dietro un piatto c’è di tutto e di più. Si parte da un’idea o da un sapore, paradossalmente anche da una foto, da un colore e poi a seguire ci sono vari step che portano al piatto finito. È una cosa complicata.

Quale tra i suoi piatti la rappresenta meglio?
L’uovo è la mia firma da sempre, è l’ingrediente che più mi ha ispirato nel corso della carriera. Da tradizionale e semplice cibo, l'uovo può divenire protagonista della tavola e mutare così la sua naturale forma in un goloso quadrato.

Funziona l’approccio severo in cucina?
In cucina si lavora e si sta zitti perché non c’è altro da fare per cui, se qualcuno parla bisogna dirgli di stare zitto. Se uno si distrae bisogna rimetterlo in riga altrimenti c’è il rischio di farsi male o peggio di far male il piatto! In Hell’s Kitchen poi c’è l’aspetto show quindi aumenta anche un po’ il livello della severità.

Cosa non tollera?
Il menefreghismo, legato spesso anche alla superficialità dell’approccio in cucina. C’è chi pensa di sapere tutto o di saperne addirittura di più degli altri. Bisogna essere umili e rispettosi.

Quali caratteristiche occorrono per arrivare in finale?
È una questione di determinazione. Non bisogna farsi distrarre dalla parte esterna, l’ideale è trovare la giusta concentrazione e di non sentirsi mai arrivati ma migliorare e migliorarsi costantemente. Solo questo ti permette di arrivare in finale e giocare tutto per vincere.