di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


Un tributo a quell'orgoglio italiano che è il Belcanto. Lo fa Il Volo con disco Notte Magica - A Tribute to the three Tenors. E' il disco della svolta, il disco che li porterà a conquistare il mondo. Lo dimostra il tour che partirà a marzo dagli Stati Uniti per tornare in Italia a maggio e giugno. Li abbiamo incontrati per farci raccontare questo progetto e parlare del loro incontro con Simon Cowell, il papà di X Factor, la cui decima edizione è protagonista su Sky Uno ogni giovedì alle ore 21.15.

Partiamo dall'incontro con Simon Cowell.
Abbiamo partecipato a una puntata di America's Got Talent, un palco solitamente affidato ad artisti pop.
Come è andata?
Benissimo: standing ovation, record di share ma soprattutto i complimenti di Cowell.
Che vi siete detti?
Ci siamo visti nel camerino, ci ha fatto i complimenti e abbiamo stabilito che ci piacerebbe fare qualcosa insieme.
Accadrà?
Ci teniamo in contatto. Ah, abbiamo fatto anche un selfie.
In Italia è in corso X Factor 2016.
Noi veniamo da un talent e ne conosciamo l'importanza e il valore.
Consigli ai ragazzi che vi invidiano e ora sono loro a cercare di costruirsi un futuro a XF10?
Portare avanti il Belcanto, non rinnegare le origini italiane. Sappiamo che i talent sono diversi come filosofia in ogni paese, d'altra parte le culture sono differenti. Ma noi invitiamo i ragazzi a sostenere l'italianità.
Che per voi è stata una arma vincente e che vi ha portato a realizzate Notte Magica - A Tribute to the Three Tenors.
Questo è il progetto che ci permette il salto di qualità rispetto al passato, abbiamo avuto l'occasione di studiare in modo diverso. Non facciamo imitazioni, la nostra missione, a proposito di talent, è poter avvicinare anche i ventenni al Belcanto.
Voi siete unici in questo mondo musicale.
E' vero. I tempi sono cambiati per la musica italiana: negli anni Cinquanta erano gli americani che imitavano gli italiani, ricordiamo ci di Frank Sinatra e Dean Martin che imitavano Modugno. Ora è il contrario e non va bene. Noi siamo il e non the...
Le vendite vi danno ragione.
Essere primi in Italia con questo repertorio ci rende felici, è una musica che era finita nel dimenticatoio, era legata ai nonni, agli zii. Essere in classifica con questo progetto è una soddisfazione che dividiamo col manager Michele Torpedine, con Sony Music e con F&P Group che ci cura il tour.
Come è nato questo lavoro?
L'anno scorso eravamo a Taormina e ci siamo scambiati delle idee col manager. Ci ha proposto un tributo ai 3 Tenori. Subito siamo rimasti perplessi. Poi abbiamo visto che l'80 per cento del repertorio era lo stesso col quale conquistarono le Terme di Caracalla. Però ci serviva un testimone, abbiamo chiamato Placido Domingo, col quale c’era amicizia, e lui ha detto subito sì, che solo noi potevamo farlo. Quando ha aggiunto che avrebbe condotto e diretto l'orchestra e magari avremmo fatto qualcosa insieme...avevamo i brividi.
Paura del confronto?
Non abbiamo né l'esperienza né l'età per imitare i tre Tenori. Ma abbiamo dato il massimo. Il mondo dell’opera è un mondo a parte. Noi non pretendiamo la Scala, noi andiamo nelle Arene. Chi meglio di un giovane può portare la musica alla nuova generazione? Dal 1990, l'anno dei Tre Tenori a Caracalla, nessuno mai fatto un tributo con la loro partecipazione.
Che intendete?
Che ci stanno supportando e sopportando: Domingo era sul palco, Pavarotti era presente con la sua Fondazione, Carreras tramite Domingo ci ha mandato auguri.
Guardate molto ai giovani.
Non vogliamo obbligare ad ascoltare ma far capire che il Belcanto esiste.
Il tour si ferma ai primi di giugno.
E’ dal 2010 che marciamo, abbiamo deciso che un mese all'anno ci fermiamo, ma non deve necessariamente essere luglio o agosto.
Sembrate al settimo cielo.
Un artista non si piace mai, ma stavolta siamo contenti. La gioia di avere vicino Domingo ci ha aiutati.
Altre novità?
Faremo tour con Mariah Carey in Brasile, un’ora a testa sul palco.
Un disco di inediti?
Arriverà anche la ricerca di inediti, anzi è già in corso ma ribadiamo che noi siamo interpreti non cantautori.