di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


Una esperienza unica che va vissuta senza pensare al successo ma pensando a quel che accadrà dopo. O che potrebbe accadere. Beppe Carletti, anima, cuore e testa dei Nomadi, quando ha iniziato a frequentare la musica, 53 anni, non immaginava che un giorno sarebbe arrivato X Factor. Ma da persona intelligente e moderna quale è abbraccia con gioia questa opportunità che viene data ai giovani. Lo abbiamo intervistato mentre si avvicina XF10, che torna a settembre in prima serata su Sky Uno.

Carletti è partito dalle balere e si ritrova a X Factor.
E' giusto così, i tempi cambiano. I talent devono essere una forma di divertimento.
Questo è il suo consiglio per chi punta a X Factor 2016?
Esatto. Partecipare è già un successo, visto il livello alto che c'è in gara, e dunque è onesto non pesare di fare successo perché se poi non arriva è una delusione.
Oggi la possibilità di lasciare un segno passa da lì.
Sarà una esperienza unica a prescindere e dunque va fatta. Non ci sono più le balere, dove abbiamo iniziato noi, e il loro futuro è incerto.
Consiglio?
La regola è il divertimento. E si può andare anche con zero esperienza.
A proposito di esperienza, le balere stanno tornando.
Per chi deve suonare che le balere riaprano è fondamentale. Sarebbe una opportunità in più per chi esce da X Factor.
La notizia la rende felice...
...certo, mi fa piacere che ci sia il gusto per andare ancora a ballare. Mi auguro che sia un nuovo inizio e che, come una volta, le danze si aprano alle 21.30.
Con i Nomadi siete reduci da Cracovia, dove avete alla Giornata Mondiale della Gioventù.
Parlare davanti a decine di migliaia di ragazzi non capita tutti i giorni. Agli inizi ci definirono un gruppo da oratorio e stavolta ci siamo esibiti in uno dei più grandi oratori del mondo.
Che cosa ha detto a questi ragazzi?
Bisogna incentivarli a sperare, a non arrendersi. Siamo noi che disegniamo il futuro, va deciso in modo collettivo, bisogna coalizzarsi. Io sono sempre positivo. E’ bello esserlo in generale, essere negativi fa male a tutti.
Siete sempre in tour.
Andremo avanti fino a metà ottobre. Siamo fortunati. Molti colleghi faticano.
Voi potreste fare un concerto diverso ogni sera.
Con trecento brani in repertorio è facile cambiare.
Il vostro ultimo disco è Così sia XXIV Tributo ad Augusto (Daolio, ndr) con l'aggiunta dell'inedito Così sia.
Il concerto segue abbastanza il disco. Gli inediti sono importanti ma è difficile farli conoscere. Oggi gli ascolti sono molto mordi e fuggi. E' una cosa allucinante.
Come si definisce?
Il mio modo di concepire la musica è da ultimo illuminato. Molti altri illuminati sono persi, altri non ci sono più.