di Fabrizio Basso
(inviato a Giffoni Valle Piana)


Un pubblico tutto per loro. Gli Urban Strangers, duo rivelazione di X Factor 2015, hanno conquistato Giffoni 2016 incontrando i fan e con un concerto elettrizzante. Aspettando XF10, che torna su Sky Uno a settembre in prima serata, abbiamo intervistato Alessio Iodice e Gennaro Raia, gli Urban Strangers, a Giffoni, ospiti del progetto Campania Sound Experience.

Ragazzi come procede l'attività?
Stiamo lavorando a un album che uscirà molto presto.
Anticipazioni?
Le canzoni sono scritte da noi, gli arrangiamenti di Raffaele Ferrante. Abbiamo firmato con Sony. Ma c'è sempre con noi Casa Lavica Records, l'etichetta che ci ha dato fiducia fin da subito, con cui abbiamo iniziato il nostro percorso artistico.
Farete qualche data in estate?
Ora siamo incatenati in studio, quello di Giffoni è stato l'ultimo live.
X Factor cosa vi ha lasciato?
Ci ha dato un bel po’ di cose, abbiamo preso sicurezza sul palco, accumulato una forte esperienza.
Però avevate già un po' di esperienza.
Diciamo che ci siamo presentati con le idee abbastanza chiare.
C'è stato un momento che sembravate i vincitori.
Non pensiamo al passato. Noi oggi lavoriamo per noi stessi e per rendere felice la nostra fan base, sono in molti ci seguono con passione.
Ma una idea alla vittoria la avrete fatta...
La verità? Non ci abbiamo pensato.
Forse perché non siete arrivati lì da debuttanti.
Anche per quello. Avevamo già un percorso precedente, eravamo consapevoli di cosa volevamo. Prima di X Factor eravamo gi°àin studio, la gavetta era già avviata.
All'improvviso vi siete trovato isolati dal mondo, voi che siete molto social.
Pensavamo fosse molto più difficile stare senza i social, ma le amicizie che si sono create nel programma ci hanno fatto sentire meno la mancanza.
Avete ancora contatti?
Certo. Soprattutto con Giò Sada e Shorty. Massimiliano D'Alessandro è in studio con noi.
Come è nata l'avventura degli Urban Strangers?
Dal coro della chiesa a 4 anni fino alla nostra cameretta. Poi abbiamo spinto fuori la testa e siamo stati accolti da Casa Lavica.
Vivete della vostra arte?
Da due anni viviamo di musica.
I vostri genitori?
Stanno al loro posto. Ma ci stanno vicini.