di Barbara Ferrara

 

Ci siamo, il momento tanto atteso è arrivato: giovedì 7 luglio alle 23, in esclusiva su Sky Uno, scopriremo chi è il nuovo talento radiofonico di questa terza avvincente stagione di RDS Academy. L’aspirante speaker realizzerà il sogno di una vita e si porterà a casa un contratto con RDS, primo vero traguardo per una carriera nel magico mondo della radio, il media più longevo della storia della comunicazione che non ha mai smesso di regalare emozioni.

 

Vincerà chi sarà in grado di dare il meglio di sé davanti ai giudici, ciascuno dei quali ha un’idea ben precisa dei requisiti fondamentali per conquistare l’ambito titolo. Secondo Anna Pettinelli a vincere sarà chi dimostrerà di avere “una grande velocità di connessione cervello-lingua”, chi si mostrerà il più curioso, chi parla inglese meglio di tutti, chi sa tenere in mano salda un programma, chi conosce approfonditamente la musica tutta, e chi “sa interpretare il mondo e renderlo in poche parole con il dono della sintesi per non annoiare mai l’ascoltatore”.

 

Il motto con cui Giuseppe Cruciani, da sempre in antitesi con le opinioni della sua compagna di radio Anna, incoraggia i concorrenti in gara esortandoli a essere se stessi, “non imitate nessuno e non abbiate paura di esporvi”. Secondo uno dei giornalisti più politicamente scorretti della radiofonia italiana, speaker non si nasce, ma si diventa. E molto dipende dai programmi che uno decide di fare, “dalla persona che sei. C’è modo e modo di fare lo speaker, quello che non può mancare è una certa velocità nel porsi, curiosità e personalità”. E poi ci sono piccole cose da non dimenticare, prima tra tutte il modo di reagire davanti alle difficoltà. Ha il mano il mestiere chi possiede la capacità di ribaltare un copione. Per il giudice più irriverente di RDS Academy, non è la perfezione dell’eloquio, né la tecnica a contare sul serio.

 

Il giurato più giovane del trio, Matteo Maffucci non ha dubbi, le caratteristiche che non possono mancare a uno speaker sono la personalità e la tecnica. E a proposito della prima, esorta i concorrenti ad approfondire l’aspetto intimo di sé da mettere al servizio del programma. Tra i consigli che non si stancherà mai di ripetere, uno merita di essere sottolineato: “quando uno sta davanti a un microfono non deve mentire, se deve raccontare qualcosa, deve dire la verità perché la gente se ne accorge immediatamente e ti saluta. Non c’è cosa peggiore di sentire una voce impostata.”

 

Una cosa è certa: il nuovo vincitore di RDS Academy avrà tutte le carte in regola per arrivare dritto al traguardo. Del resto stiamo parlando “dell’unica vera accademia della radio, chi è uscito dalle altre edizioni ha trovato spazio e lavoro. La preparazione che diamo noi non ha prezzo. Tengo particolarmente a questa scuola: se presa con serietà è come nessun altro posto” – parola di Anna Pettinelli.