di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


Si chiama Kill Karma il nuovo disco di Nesli. L'artista di Senigallia questa volta racconta il mondo attraverso i suoi occhi, mentre prima cercava il filtro attraverso gli sguardi, le parole, i pensieri altrui. La differenza è palpabile ma l'essenza è meno distante di quanto si possa pensare: Nesli è un puro, nessun compromesso alla sua onestà intellettuale. Lo abbiamo intervistato per parlare di Kill Karma e della sua (tardiva) passione per i tattoo, mentre su Sky Uno va in onda, ogni domenica alle ore 22, Bad Ink.

 


Nesli, partiamo dai tattoo: solo da pochi anni ha deciso di tatuarsi e in abbondanza: perché?
È una provocazione come tutto questo disco, sapevo che avrei fatto questo album con questa copertina, quindi il processo di tatuarmi è un percorso e sapevo che l’anno scorso dovevo
spiegarlo a fasi.
Che intende?
Non avrei potuto comunicarlo come sto facendo ora con questo album perché non si sarebbe capito.
Perché tanti tatto?
In realtà mi sono tatuato non perché mi piacessero i tatuaggi o perché mi piacesse vedermi tatuato, l’idea che avevo prima è rimasta, se vedo uno tatuato mi da fastidio.
Cosa rappresenta un tatuaggio?
Di solito il tattoo è una decorazione di abbellimento ma io non l’ho fatto per questo.
Ci sarà un motivo.
Mi sono ricoperto di nero quasi in maniera indecente, mi son rovinato seguendo una provocazione artistica: oggi per avere attenzione serve quel contenitore lì.
Come ci è arrivato?
Lla domanda è: se io mi tatuo tutto e mi metto mezzo nudo mi guardate? Vi accorgete di me? Ascoltate il mio contenuto? La risposta dentro di me è stata sì perché questo è il contenitore che questa società vuole.
Ma c'è stato un momento in cui questo percorso è realmente uscito dai pensieri per diventare realtà?
Una data no ma un giorno ho pensato che il mio contenuto è forte, ma rischio di perderlo; perché il mio percorso è stato turbolento e burrascoso, a quel punto mi sono convinto che se cambio il contenitore, guarderanno il contenuto.
E lo ha fatto.
Certo. Mi sono messo nudo non perché mi sento figo, ma è una provocazione: questo è il contenitore che volete? Sono disposto a farlo per portarvi il contenuto.
Kill Karma è il secondo capitolo di una trilogia.
Ho sempre scritto guardando attraverso gli occhi degli altri, questa volta ho scritto con i miei.
Differenza?
Rispetto al passato è che tutto quello che trovate nell’album è riconducibile a un preciso momento, istante o secondo della mia vita, questa è la mia storia.
Più intimo?
Non lo so ma in passato ho sempre lasciato le canzoni aperte affinché il pubblico potesse dare la propria interpretazione, qui ho messo tutto me stesso. Nei precedenti dischi mi sono inflitto una non libertà, in questo caso no, dovevo farlo per me.