di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


L'amore declinato in blues, soul e funk non è per tutti. O meglio: tutti possono ascoltarlo, pochi farlo. Tra i privilegiati c'è Chiara Gallana, più conosciuta come Aba, indimenticata protagonista a X Factor 2013. E in questi giorni, mentre l'edizione 2016 del talent di Sky Uno si avvicina (torna a settembre), lei lancia Get me High, un singolo, abbinato a un video, che segnano definitivamente la strada. Ci racconta quel che è stato e quel che sarà in questa intervista.

Aba partiamo da Get me High?
Parla di amore...su questo non c'è dubbio.
Però in varie sfaccettature.
E' vero, la chiave di lettura va dal gotico all'intimista fino al quotidiano. Si sottolinea il dualismo Chiara/Aba.
Su quali equilibri oscilla?
Già il titolo ha una doppia lettura: positiva se si legge mi rendi ebbra col tuo amore, negativa se si legge mi rendi ubriaca, una interpretazione più dark.
Tra un po' non sappiamo più chi stiamo intervistando...
Rifuggo il personaggio dark. Il testo parla di una ragazza che ammette un errore ma aggiunge che la fanciulla che non erra mai non esiste. Poi arrivo io per quella che sono.
Get me High è un brano che racconta il suo percorso ma ha un respiro internazionale.
C'è tutto il mio percorso nella canzone. Da X Factor in poi ho sposato solo progetti in sintonia con quello che volevo fare. Il profilo soul e blues è ormai inciso nelle mie cifre stilistiche.
Al singolo segue un disco?
Nei miei sogni esce dopo l'estate. nella realtà credo che bisognerà attendere l'autunno.
Affrontare soul e blues espone maggiormente a critiche.
Sono tranquilla. Le ascolto ma non le temo. Sa cosa mi rende forte?
Dica.
Questi generi non li ho scelti, li ho dentro! Non cerco compiacenza altrui, faccio quello che mi piace. Ho due passioni: la musica e l'economia/marketing. Se non posso seguire un mio percorso artistico vado a fare l'impiegata e almeno quando stacco posso avere una mia vita.
Sono tutti brani autobiografici?
Parlo molto di me. Ma affronto anche temi che coinvolgono più persone o altri più delicati come il rapporto con la morte.
Cosa dice chi li ha già ascoltati?
Tanti attestati di stima...dal loro alto verso il mio basso. I maggiori consensi sono per la scelta coraggiosa. Sono iperattiva, sto poco sul divano: la mia dimensione è live, li attingo linfa vitale.

 


Perché ha giocato la carta X Factor?
Proprio perché non sto mai ferma: mi sono detta perché no e mi sono presentata ai casting.
Lo rifarebbe?
Eccome. Tre volte l'anno. Consideri che io avevo già disegnata una vita in azienda.
Un salto nel buio.
Abbastanza, ma quelle settimane nel loft sono state splendide.
Consigli per chi ci prova nel 2016?
Arrivare con un po' di esperienze dal vivo. X Factor è una esperienza fantastica ma non ti regala nulla: è sudore e ricerca.
Come si vive in isolamento?
I primi tre giorni ci toccavamo le tasche alla ricerca di un cellulare che non c'era. Ma per me non è stato disintossicante, quando sono uscita sono tornata bulimicamente social subito!
Dove laincontriamo quest'estate?
Sul palco ovviamente. E quando non suono è perché sto ultimando il disco in studio. Tutti i miei spostamenti sono sul sito e sui profili facebook e twitter.


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