di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


Che bisogna passare nella tempesta per ritrovarsi non è una novità. E' invece novità chi, attraversata la bufera, non solo si ritrova ma pure si rinnova. E' il caso di Walter Fontana, ex leader dei Lost che a distanza di tre anni torno col nuovo album Sono qui. Che sembra quasi una dissonanza per uno che ha tatuato sul petto Disorder, citazione dei Joy Division. Ma tattoo ce ne sono anche altri e ne parliamo con lui...musica e tatuaggi mentre prosegue l'appuntamento settimanale con Bad Ink, in onda come sempre di domenica alle 22.50 su Sky Uno.

Chi è il nuovo Walter?
E' il risultato di una ricerca interiore forte partita nel 2011. Finita l'esperienza con i Lost ho incontrato tante situazioni che mi hanno schiacciato e io avevo bisogno di ritrovare il giusto respiro.
Che ha fatto?
Mi sono ripreso la vita e ho ripreso a scrivere. Poi ho viaggiato e mi sono liberato dal negativo.
Cosa la opprimeva?
Avevo intorno persone non amiche ma opportuniste, poi amori finiti mali e qualche problema in famiglia. Attraversare questi marosi è servito.
E' curioso saperla in un mare tranquillo quando sul petto ha tatuato Disorder.
In onore ai Joy Division. C'è sempre nella mia testa un po' di disordine.
Allora in cosa è cambiato?
Ho imparato ad apprezzare le piccole cose. Il vero disorder è stato nel 2009.
Cosa accadde?
Era il 2009 e i Lost stavano spaccando, io ero in un mondo più grande di me, in una dimensione ignota. Certo ci sono stati momenti splendidi ma il disorder non mi lasciava, tutt'al più si nascondeva.
Ha anche un Bob Dylan tatuato.
Sul braccio destra. Segna il momento del distacco dai Lost. In quella fase di allontanamento ho iniziato da amarlo. Guardarlo mi rammenta da dove sono ripartito. A proposito di forza interiore ho anche un omaggio ai Goonies con la frase Never say died...mai dire morte. E chiudo con, sul braccio sinistro, la parata dei My Chemical Romance con l'orologio che segna un orario particolare.
Come particolare è il suono del nuovo Fontana.
Ascolto davvero di tutto e quindi le influenze cambiano, si modificano. In più ero mentalmente libero, senza barriere.
Il singolo è Perfetto.
Dopo Blu cobalto è il primo brano nato. Racconta un amore finito male ma che ha lasciato un alone di positività. In studio ci ho appoggiato sopra una voce hip hop americana, mi è piaciuto il risultato e mi sono messo a cercare un rapper vero...così sono arrivato a Jethro Sheeran: abbiamo voci diverse ma complementari.
C'è anche lo zampino di Giovanni Caccamo in Corro.
Ci eravamo conosciuti anni fa poi ci siamo persi e ritrovato un paio d'anni fa, poco prima che lui debuttasse a Sanremo. Il disco era pronto quando è nato il desiderio di fare qualcosa con lui: questo il risultato.
E' un disco eterogeneo.
Quando ascolto un album e lo trovo troppo uguale mi annoio. Ragionando così non potevo che vare un disco con più stili.
Ora che fa?
A piccoli passi, e in forme diverse, riprendo a girare l'Italia per fare conoscere il disco.
E' privilegiato ad avere un pubblico che non la ha mai abbandonata.
Una fortuna ma anche una responsabilità. I social mi hanno aiutato, è finita l'epoca delle distanza siderali tra artista e pubblico. Forse solo qualche star internazionale può permetterselo.
Lei è social.
Direi di sì. Ma quello che va sui miei account è solo roba mia. Nessuna delega, chi lo desidera parla con Walter Fontana.